New York: rivolta a Harlem, quartiere nero ribattezzato SoHa

Pubblicato il 10 luglio 2017 da ansa

NEW YORK. – Il tormentone dell’estate di New York. Harlem, l’ex ghetto nero della Grande Mela, ha alzato gli scudi per la proposta di ribattezzare in SoHa la porzione dello storico quartiere a ovest di Fifth Avenue: un soprannome che evoca SoHo, l’area di Manhattan a maggioranza bianca dove modelle, celebrities e ricchi broker hanno convertito ormai da decenni i loft degli artisti a sud di Houston Street.

Lo sforzo nasce all’interno dell’industria del real estate. L’acronimo per South Harlem ricorda l’avanzata della “gentrification” che ha trasformato gli un tempo oscuri isolati a sud di Canal in Tribeca e la zona più a est e a nord di Chinatown in NoLiTa cacciando i vecchi abitanti mentre i prezzi delle case salivano alle stelle.

Stavolta il “rebranding” interessa una fetta della Grande Mela dalle storiche tradizioni politiche, artistiche e letterarie: lì abitava il leggendario Malcolm X che soprannominò la sua Harlem “il settimo cielo”, ma anche artisti come Langston Hughes dell’Harlem Renaissance e cantanti come Ella Fitzgerald e Harry Belafonte.

E’ una zona che sta cambiando anche a causa dell’avanzata della Columbia University con il nuovo campus di Manhattanville disegnato da Renzo Piano e la presenza di belle case vittoriane e nuovi ristoranti alla moda come Red Rooster di Marcus Samuelsson, uno degli chef preferiti della famiglia Obama.

Lo sforzo ha incontrato resistenze: dopo una conferenza stampa fuori dall’Apollo Theater, un deputato al Congresso di Washington, Adriano Espaillat, ha presentato una risoluzione per bloccare l’iniziativa: “Non rubateci la legacy. Harlem è la capitale della diaspora africana nel mondo”.

A livello locale il senatore Brian Benjamin ha introdotto una proposta di legge che introduce un protocollo formale per ribattezzare d’ora in poi i quartieri di New York. “Ci stanno rubando la nostra cultura”, ha protestato Benjamin la cui idea è di imporre multe alle agenzie immobiliari che reclamizzano quartieri con nomi inventati di sana pianta come ProCro, una parte di Crown Heights a Brooklyn, o il Piano District nel South Bronx, lanciato nel 2015 da un impresario del cemento intenzionato a portare una clientela hipster nell’ex quartiere delle fabbriche di pianoforti ma che negli ultimi decenni è diventato uno dei più poveri e ad alto tasso di criminalità della Grande Mela.

(di Alessandra Baldini/ANSA)

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