Renzi: “Con Ue film già visto”. Padoan perde la pazienza

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Padoan perde la pazienza

BRUXELLES. – Il segretario del Pd Matteo Renzi non molla la sua lotta contro il Fiscal Compact, e rassicura: “E’ un film già visto” con la flessibilità, quando l’Europa disse “non esiste” e poi “ce la siamo presa combattendo una battaglia durissima”. Ma è uno scontro che non tocca il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan, impegnato con il Governo “attualmente in carica” a fare una legge di bilancio “in coerenza con quello che è stato fatto”.

Tanto che dopo l’ennesima domanda sulla proposta di Renzi sul deficit, Padoan perde la pazienza in conferenza stampa a Bruxelles: “Questo non mi riguarda, lei mi sta chiedendo un commento su un giudizio espresso esternamente al Governo”, chiude il ministro.

Secondo il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, quella di Renzi sul rapporto con l’Unione europea “è una posizione importante, utile all’Europa più che all’Italia. E’ utile all’Europa per ridiscutere dei parametri che non hanno consentito una crescita sostenuta e un incremento dell’occupazione e che hanno portato alla contrazione dell’espansione. E’ una ricetta per l’Europa”.

Renzi è tornato ancora una volta sul tema dei conti pubblici e dell’Europa, rivendicando i 20 miliardi di flessibilità strappati come “un successo politico”. E ha rilanciato la proposta di tornare a Maastricht, che “chiunque governerà sarà ripresa perché è talmente forte e articolata che segnerà il dibattito e la partita la vinceremo”.

Ha poi invitato altri partiti a farla propria, perché “non è solo la proposta del Pd e di Renzi ma serve agli italiani”, si avrebbe “un margine di 30 miliardi”. Il ministro Padoan, incalzato sul tema, si è limitato a commentarlo con una battuta: “da ex capo economista dell’Ocse, e forse, chissà, da futuro economista, dico che esercizi di questo tipo si fanno”.

Non è quindi stupito dall’idea di Renzi di tenere il deficit al 2,9% per cinque anni. E “da attuale ministro dell’economia dico che sono pienamente d’accordo che il debito si abbatte con la crescita”. Obiettivo a cui questo Governo ha sempre puntato, tanto che la prossima legge di stabilità sarà coerente con quanto fatto finora “perché va nella direzione giusta in termini di più crescita e meno debito”.

All’attacco di Renzi è tornato Matteo Salvini: “l’unico modo che un Paese ha per cancellare il Fiscal Compact è chiedere la revisione dei Trattati. Vediamo se alle chiacchiere seguiranno i fatti, altrimenti è aria fritta”. E ha ricordato che “la Lega fu l’unica a votare nel 2012 contro il Fiscal Compact”.

Anche il M5S accusa Renzi di aver “scoperto” solo ora il problema. E il segretario dell’UDC ed eurodeputato Ppe, Lorenzo Cesa, ha chiesto a Renzi di “lasciar lavorare il premier Gentiloni e il ministro Padoan che stanno facendo un ottimo lavoro”.

Mentre Bruxelles, dopo le uscite di ieri, non alimenta ulteriormente il dibattito. Il vicepresidente Dombrovskis ribadisce che gli interlocutori dell’Europa sono Gentiloni e Padoan e annuncia che nei prossimi giorni arriverà la risposta alla richiesta del Governo di fermare l’aggiustamento strutturale 2018 allo 0,3%. Richiesta che Padoan considera “coerente” con le riflessioni dell’Europa sulla crescita.

(di Chiara De Felice/ANSA)