Visco: “Ripresa più forte e salvataggi allontanano i rischi delle banche”

Ignazio Visco, governatore Banca d'Italia
Il Governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco
Ignazio Visco, governatore Banca d'Italia
Il Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, espone le considerazioni finali

ROMA. – L’economia che ha “ripreso forza” e i salvataggi bancari varati dal governo con fondi pubblici, hanno spinto indietro l’Italia dal bordo del baratro in cui si era pericolosamente avvicinata, “dissipando”, come afferma il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, i rischi della tenuta del sistema” del credito. L’assemblea dell’Abi quest’anno cade subito dopo la messa in sicurezza di Mps e delle due venete e fra i partecipanti sul palco e in platea si registra un grande, comune, sospiro di sollievo.

Anche il ministro Pier Carlo Padoan parla di “svolta” e il ‘padrone’ di casa Antonio Patuelli ripete quasi le stesse parole: “i rischi sistemici” sono stati eliminati, per poi partire con un attacco frontale ai suoi ex colleghi coinvolti nelle crisi: “siamo indignati” e “attendiamo gli esiti dei processi”, “debbono essere tempestivamente accertati e perseguiti tutti i responsabili delle crisi, senza clima da ‘caccia alle streghe'”.

Parole nette che non a caso raccolgono il plauso del segretario Fabi Lando Sileoni, di quello First Giulio Romani e della Uilca Massimo Masi. Le banche sono sì messe in sicurezza ma la polemica, anche politica, è ancora incandescente come si vede dalle dichiarazioni contenute nel libro dell’ex premier Renzi. In Banca d’Italia si attende sereni la commissione d’inchiesta nella quale si potranno produrre tutti i documenti.

Nel frattempo Via Nazionale ha pubblicato sul sito una serie di risposte sul tema dove si ribadisce come le inchieste nascano sostanzialmente dalle ispezioni della vigilanza. Se il disastro generale è stato evitato (seppure al costo di diversi miliardi dei contribuenti che dovranno prima o poi rientrare) la situazione è però tutt’altro che rosea. Certo per Visco le banche in difficoltà rimaste sono solo di piccole dimensioni e, sebbene non lo dica, Carige è avviata verso un piano di risanamento.

Il flusso dei crediti deteriorati rallenta ma lo stock è ancora notevole: 202 lordi e 76 netti. Le operazioni Unicredit e Mps lo ridurranno e la Sga si prenderà carico delle due venete ma certo gioverebbe quella società gestione degli attivi (bad bank) verso la quale l’Ecofin ha aperto. Per Visco dovrà essere ‘volontaria’ e acquistare gli Npl vicini al valore “reale economico” quindi non il 20-21% offerto dal mercato (per Unicredit, Unipol e Mps) ma prossimo al 40%. Si vedrà se si andrà avanti.

Le banche dovranno imparare a gestire e ordinare questi crediti per trarne maggior valore e dovranno, spiega Visco, proseguire nelle aggregazioni, nella razionalizzazione della rete di filiali e dei dipendenti raccogliendo la sfida tecnologica dove alcuni stanno restando indietro. Per tutto questo serve “una pausa nel cambiamento delle regole”. L’Europa come ha sottolineato anche Padoan ha mostrato “flessibilità” nella gestione della crisi italiana (con diversi malumori in alcuni paesi) e Patuelli pure riconosce l’arrivo di “aria nuova” sebbene le regole hanno portato “traumi e costi eccessivi” quando prima sotto la guida di Banca d’Italia non ci sono stati danni per i risparmiatori.

Il presidente dell’Abi non deflette dal suo europeismo e dalla difesa della moneta unioca senza la quale saremmo come in “Sudamerica” ma le regole non sono “tavole di Mosè” non criticabili. Per questo sia il governatore che l’Abi chiedono una riflessione sull’arrivo di nuove regole che provoca incertezza. Il comparto, con alcune notevoli eccezioni chiaro, deve ancora fare molto “per generare utili adeguati” (fino a ora ‘mangiati’ dalla svalutazioni sui prestiti e sostenere livelli di patrimonio” richiesti dalla regole.

(di Andrea D’Ortenzio/ANSA)