Porta: “Inferno Venezuela, non girarci dall’altra parte”

Pubblicato il 13 luglio 2017 da redazione

On. Fabio Porta.

ROMA – “I cento giorni di protesta e i quasi cento morti della resistenza venezuelana ci invitano a non girarci dall’altra parte”. Lo scrive l’on. Fabio Porta, deputato Pd eletto in Sud America, su “Democratica”, il nuovo giornale online del Pd.

Il nostro deputato è sempre stato molto attento su quanto accade in Venezuela: lo è stato  ancor prima dell’inizio delle manifestazioni organizzate dal Tavolo dell’Unità Democratica per protestare contro le sentenze dell’Alta Corte che sancivano, di fatto, l’interruzione dell’ordine democratico e consegnavano al presidente della Repubblica, Nicolás Maduro, poteri pressochè illimitati.

“La boa dei cento giorni dall’inizio delle manifestazioni popolari in Venezuela contro il governo Maduro – scrive l’on. Porta – è stata segnata da due episodi che potrebbero costituire una svolta nella gravissima crisi del Paese sudamericano: l’irruzione violenta e l’aggressione in Parlamento ai danni dei deputati della MUD e la concessione degli arresti domiciliari ad uno dei leader dell’opposizione, Leopoldo Lopez. Due fatti apparentemente contrastanti ma che insieme denotano la debolezza e forse la disperazione di Nicolàs Maduro, il Presidente sempre più isolato nel Paese e nel contesto internazionale”.

Il nostro deputato sottolinea che “Matteo Renzi, il 20 aprile scorso, ebbe il coraggio di squarciare il velo del silenzio della informazione nostrana su questo dramma; poche settimane fa Paolo Gentiloni e Mariano Rajoy hanno chiesto a Maduro la liberazione dei detenuti politici, l’apertura di un canale umanitario, il rispetto delle prerogative del Parlamento e la convocazione di elezioni generali; anche il Vaticano è intervenuto scongiurando il Presidente venezuelano a desistere dal progetto di Assemblea Costituente, un disegno “pericoloso per la democrazia”.

L’articolo dell’on. Porta prosegue spiegando che “mentre noi democratici, insieme all’Unione Europea e all’Organizzazione degli Stati Americani, abbiamo continuato negli ultimi anni a ripetere in ogni sede questi appelli, in Italia c’era un partito che si recava a Caracas per rendere omaggio al regime (e non per incontrare i nostri connazionali): il Movimento 5 Stelle”.

Mette quindi il dito nella piaga ricordando che “quando in commissione esteri alla Camera approvavamo una risoluzione per chiedere il rispetto dei diritti politici e soluzioni per la crisi umanitaria il gruppo ‘5 stelle’ votava contro. Segnali inquietanti, anche questi. Una assoluta mancanza di attenzione nei confronti di una delle più grandi collettività italiane all’estero, che da anni ci chiede sensibilità e solidarietà rispetto al dramma che sta vivendo, ma al tempo stesso un allarme ed un monito per tutti noi rispetto ai rischi che il nostro Paese correrebbe se la politica estera fosse in mano a tali personaggi.
Il deputato eletto nella nostra Circoscrizione conclude l’articolo scrivendo:

“I cento giorni di protesta e i quasi cento morti della resistenza venezuelana ci invitano a ‘non girarci dall’altra parte; nei prossimi giorni il Ministro Alfano, su nostra richiesta, riferirà in Parlamento sulla posizione dell’Italia e sul sostegno alla nostra collettività. SOS Venezuela: l’Italia risponde”.

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