Brasile, Lula: “Vogliono escludermi? E io mi candido”

Lula
Manifestazione sostenitori di Lula
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Manifestazione sostenitori di Lula

RIO DE JANEIRO. – L’ex presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva combatte e si difende attaccando. Condannato in primo grado per corruzione e riciclaggio, parlando dalla sede del suo Partito dei lavoratori (Pt) a San Paolo, ha prima sostenuto che la sentenza è stata emessa per impedirgli di disputare nuove elezioni, poi, con un’impennata d’orgoglio, ha ufficializzato quanto era già un po’ nell’aria: la sua candidatura alle presidenziali del 2018.

“Se pensano di avermi messo fuori gioco si sbagliano di grosso”, ha detto Lula rivolto a una platea di militanti che ha anche annunciato prossime iniziative di piazza in suo sostegno. Per l’ex presidente-operaio la sentenza contro di lui pronunciata dal giudice Sergio Moro, responsabile per l’inchiesta Lava Jato (Mani Pulite brasiliana), si inserisce nel contesto del “golpe”, avviato con l’attacco contro Dilma Rousseff, l’ex presidente destituita lo scorso agosto in seguito a impeachment.

“Ma il golpe – è la tesi di Lula – non sarebbe stato completo senza che si impedisse anche la mia candidatura”. L’ex capo di Stato di sinistra, considerato ancora oggi il politico più carismatico e popolare del Brasile, ribadisce di sentirsi vittima di un’ingiustizia e di un processo di natura soprattutto “politica”.

“Sarei più felice se fossi stato condannato sulla base di prove”, ha sottolineato. “Voglio fare un appello: se qualcuno ha anche una sola prova contro di me per favore la tiri fuori”, ha continuato Lula, per il quale i suoi avversari “stanno gettando nella spazzatura lo stato di diritto democratico”.

La sua condanna – ha insistito l’ex presidente – sarebbe stata piuttosto l’epilogo di una “serie di menzogne”, prima imbeccate alla stampa, poi reiterate da polizia federale e pubblici ministeri. Durissimo in particolare il giudizio di Lula nei confronti della Rede Globo, la principale emittente nazionale, che a suo parere usa l’informazione per “disseminare odio nel Paese”.

Poi l’annuncio ufficiale: “A partire da adesso rivendicherò dal mio partito il diritto” a poter aspirare alla candidatura per le presidenziali del 2018. In base ai sondaggi precedenti alla sua condanna, Lula continua a tenere saldamente la testa delle preferenze dei brasiliani. Ed è proprio a questi ultimi che lui rivolge un ultimo pensiero:

“Devono permettere che il popolo torni a essere governato da chi conosce la sua anima e il significato della fame, della disoccupazione e della dura vita che i poveri affrontano in questo Paese”, ha detto Lula rivolto a una platea di militanti.

(di Leonardo Cioni/ANSA)