Nuovo colpo al bando di Trump da giudice Hawaii

Pubblicato il 14 luglio 2017 da ansa

Bando nonni

Bambini in aeroporto Usa (GettyImages)

WASHINGTON. – Nuovo braccio di ferro sul ‘bando’ voluto da Donald Trump. Un giudice delle Hawaii apre le porte ai nonni che vogliano ricongiungersi ai loro familiari negli Usa pur provenienti dai sei paesi a maggioranza musulmana oggetto delle restrizioni imposte dal provvedimento entrato in vigore dopo una recente decisione della Corte Suprema.

La reazione dell’amministrazione scatta immediata, con il ministro della Giustizia Jeff Sessions che annuncia un ricorso in appello. Si torna così alla Corte Suprema. Il giudice distrettuale (ma con competenze federali) Derrick Watson ha stabilito nelle scorse ore che i limiti imposti sull’ingresso negli Usa ad alcune categorie ‘classificate’ secondo vari livelli di parentela – che è alla base della recente applicazione del provvedimento dopo la travagliata e contestata genesi del ‘bando’- non corrispondono alle intenzioni della Corte Suprema. Ovvero, si basano su una interpretazione restrittiva della decisione che ha consentito lo sblocco del divieto già oggetto di una lunga sfida giudiziaria.

Il via libera della massima Corte, basato su una nuova versione del testo, concedeva di fatto una applicazione parziale del provvedimento originario, consentendo quindi limiti e restrizioni per ‘categorie’. Aveva però fatto clamore e sollevato proteste la ‘lista’ che l’amministrazione aveva elaborato sulla base di quelle indicazioni, ‘bandendo’ in sostanza dal Paese i ‘parenti stretti’ e in particolare sbarrando le porte ai nonni che volessero ricongiungersi ai loro familiari.

Secondo il giudice Wastson si è trattato di una interpretazione oltremodo restrittiva, da cui l’intervento per ‘rimediare’. Sulla base del “buon senso”, semplicemente. “Il buon senso, per esempio, indica che la definizione di parenti stretti includa i nonni”, ha spiegato il giudice illustrando le sue motivazioni per la decisione, che riguarda lo Stato delle Hawaii ma si estende a tutto il territorio nazionale in quanto è nelle facoltà del magistrato, pur definito ‘distrettuale’, interpretare la legge a livello federale, un ‘potere’ che viene riconosciuto dalla Corte Suprema a questo livello di giudici.

La decisione del giudice Watson ordina al governo americano di escludere dall’applicazione del bando nonni, nipoti, cognati, cognate, zii e zie nipoti e cugini di persone che vivono negli Stati Uniti. Inoltre, il giudice stabilisce che il governo non può escludere dall’ingresso negli Usa rifugiati in possesso di una garanzia formale e una promessa di collocamento da parte di una apposita agenzia negli Stati Uniti. L’amministrazione non ci sta e rilancia la sfida: “faremo appello alla corte Suprema”.

(di Anna Lisa Rapanà/ANSA)

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