Bankitalia rialza le stime del Pil. Padoan: “Ora il debito scenderà”

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Una immagine d'archivio CIRO FUSCO/ ARCHIVIO / ANSA/ KLD
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Una immagine d’archivio mostra alcune donne tirare dritto davatni ad un banco di frutta e verdura senza acquistare nulla in un mercato rionale di Napoli. CIRO FUSCO/ ARCHIVIO / ANSA/ KLD

ROMA. – Banca d’Italia incorpora il ritocco all’insù dell’Istat del Pil del primo trimestre e rivede al rialzo le stime della crescita economica nel 2017 che sale quindi all’1,4%. Un balzo rispetto al +0,9% formulato a gennaio ma che era stato anticipato in parte dal vice d.g Panetta nelle scorse settimane, quando era emersa la revisione compiuta dall’istituto di statistica.

Per il paese e il governo quindi una buona notizia visto che la stima dell’esecutivo ufficialmente era ferma all’1,1% (e quelle di Fmi e Ocse, che non tengono conto dell’ultima elaborazione dell’Istat, a 0,8 e 1%) ma che si accompagna a quella del debito pubblico che continua a macinare record: a maggio è salito di 8,2 miliardi a 2278,9 miliardi di euro. Un passivo che si accompagna a un’inflazione al consumo che resterebbe modesta: sarebbe pari all’1,4 per cento quest’anno e all’1,1 il prossimo.

“Il debito si è stabilizzato e comincerà a scendere proprio grazie alla crescita superiore al previsto”, ha commentato il ministro del Tesoro, Pier Carlo Padoan. Per il momento Bankitalia evidenzia i buoni risultati degli scorsi mesi, sostenuti dalla domanda nazionale come dalla crescita delle esportazioni, e i segnali positivi per il prosieguo dell’anno. La soluzione delle crisi bancarie e il rallentamento dei flussi di nuove sofferenze hanno rasserenato il clima, anche se l’espansione del credito è sostenuto dai prestiti alle famiglie e solo da alcuni settori e classi di imprese.

La battuta d’arresto di aprile dell’export, dopo un primo trimestre brillante, è alle spalle visto che proprio oggi l’Istat ha certificato un brillante +13%. Guardando avanti i consumi, in lieve rallentamento rispetto al biennio 2015-16, secondo la Banca d’Italia si espanderebbero a ritmi analoghi a quelli del prodotto e del reddito disponibile il quale “sospinto dalla crescita dell’occupazione, che prosegue pur se a velocità lievemente meno sostenuta rispetto all’ultimo biennio per il venir meno degli effetti degli sgravi contributivi a favore dei neoassunti a tempo indeterminato”.

L’occupazione secondo le indagini preliminari sarebbe aumentata anche in primavera con una crescita che dovrebbe continuare nei mesi estivi. Per quanto riguarda gli investimenti, la Banca d’Italia nota come l’espansione avviatasi dalla fine del 2014, proseguirebbe a ritmi relativamente sostenuti. Gli effetti positivi degli incentivi – prorogati con la manovra per il 2017 che introduce anche nuove agevolazioni per gli investimenti in tecnologie digitali avanzate – si protrarrebbero fino alla seconda metà del 2018.

Gli investimenti in edilizia residenziale, in ripresa dal 2015, continuerebbero invece a crescere lentamente. Non a caso Padoan sottolinea che la via per consolidare la ripresa è “continuare con gli investimenti, privati e pubblici; sostenere l’occupazione in modo che non ci sia solo crescita adesso ma anche nel futuro”.

L’istituto centrale mette poi due caveat per la crescita: le previsioni “presuppongono il permanere di condizioni monetarie e finanziarie espansive” e sottolinea come lo scenario incorpori le misure di finanza pubblica approvate lo scorso 24 aprile e non tiene conto degli effetti dell’aumento delle imposte indirette nel prossimo biennio (connesso con le clausole di salvaguardia), né di ulteriori interventi diversi da quelli già definiti nell’attuale legislazione.

(di Andrea D’Ortenzio/ANSA)