Pisapia leader, D’Alema dice sì. Primo addio dall’area Orlando

Pubblicato il 14 luglio 2017 da ansa

Sinistra italiana

Bersani e Pisapia

ROMA. – Giuliano Pisapia ha fatto fare “un salto di qualità nel percorso di un soggetto politico di centrosinistra”, è “un leader” che genera “speranza”. Sulla via dell’unità a sinistra, le parole di Massimo D’Alema vengono pesate una ad una. E, all’indomani del no alla candidatura in Parlamento dell’ex sindaco di Milano, sia in Mdp che in Campo progressista viene letto con sollievo l’endorsement dell’ex premier a Pisapia.

I problemi per il nascente soggetto restano, le diversità di vedute pure, ma nel “borsino” dei bersaniani la giornata è positiva: annuncia il suo addio al Pd e il passaggio a Mdp Elisa Simoni, deputata orlandiana e lontana parente di Matteo Renzi. Altri sarebbero pronti a lasciare: se non l’inizio di una nuova scissione, un’emorragia che fa sperare a sinistra.

Simoni, intanto, fa sapere che lascia il Pd con “sofferenza” e all’Huffington post consegna un giudizio tagliente: “Il Pd è ora più simile a Forza Italia del ’94 che al Pd del Lingotto”. Lontana parente di Renzi perché i loro nonni erano cugini, Simoni è stata assessore con lui in provincia, poi sempre all’opposizione.

“E’ un errore, la nostra battaglia è dentro il partito”, dice l’orlandiano Andrea Martella smentendo la scissione. Ma l’insofferenza nella minoranza verso la gestione renziana è alta. Si annunciano, ammettono in casa Dem, altre uscite a titolo individuale: se ne va – osserva qualche renziano – chi ha perso il congresso e sa di non essere ricandidato.

A settembre, scommettono da Mdp, nasceranno i gruppi unitari di Insieme e al nuovo soggetto di sinistra, “che già suscita interesse sul territorio”, aderiranno altri (tra gli osservati speciali: Luigi Manconi e Massimo Mucchetti al Senato). Il ragionamento in casa Mdp è che un aiuto al nuovo soggetto la stia dando lo stesso Renzi, che – dice D’Alema al Fatto – “ha rigettato in modo brutale la posizione di Prodi” che punta a unire il Pd e la sinistra di Pisapia.

L’ex premier ora indica in Pisapia un “leader che genera speranza”, lo invita a candidarsi in Parlamento, ma non invoca più – come a fine maggio – primarie per la leadership del nuovo soggetto. Una “consultazione”, annuncia, si farà a novembre su “manifesto, programma, lista unitaria”.

Chi è vicino a Pisapia (“E’ una risorsa necessaria”, dice anche Susanna Camusso) è più prudente: si fa un passo alla volta, prima una cabina di regia in cui siano rappresentati oltre a Mdp e Campo progressista anche le altre componenti e l’associazionismo, per scrivere un manifesto su punti concreti e unificanti, poi si decideranno eventuali primarie. Anche sulle candidature (limite a due mandati?) il confronto si aprirà poi.

Ma sulla via dell’unità certo, osservano da Mdp, non aiuta che D’Alema definisca Fratoianni un “simpatico giovanotto” e non aiuta neanche una legge elettorale con sbarramento basso al 3%. Ma il segretario di Si dichiara di voler lavorare a una “lista unica”. E in quella direzione spinge anche Pippo Civati, che domenica a Reggio Emilia al suo Politicamp ospiterà Fratoianni, Roberto Speranza e un esponente (non dovrebbe essere Pisapia, ma non lo si esclude) di Campo progressista.

(di Serenella Mattera/ANSA)

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