Tour, Aru assalto alla maglia gialla: “Ma Froome è il favorito”

Pubblicato il 17 luglio 2017 da ansa

Tour de France

Tour de France, Aru in giallo

ROMA. – Tutto in tre tappe. Fra mercoledì, giovedì e sabato si assegnerà il Tour de France numero 104. Fra il Col de la Croix, il Galibier, l’Izoard e la crono di Marsiglia verrà scritta, o fors’anche riscritta, la classifica generale, che attualmente vede racchiusi quattro atleti in soli 29″. Roba da fare invidia al Giro d’Italia numero 100, che ha assegnato la maglia rosa all’ultimo giorno.

Dopo 2.664,5 chilometri di fatica, lacrime, drammatiche cadute e fratture in serie, la sfida resta apertissima, con Chris Froome che guarda Aru dall’alto di 18″, con Bardet a 23″ e Uran a 29″. Per non parlare di Daniel Martin e Landa, staccati rispettivamente di 1’12” e 1’19”.

Non si gareggia per il secondo posto, come nelle ultime edizioni della Grande boucle stradominata dal keniano bianco, ma per la maglia gialla, che i francesi non vedono indossare sotto l’Arco di Trionfo da uno dei propri beniamini addirittura dal 1985. L’ultimo fu Bernard Hinault. Da quel momento in poi varia umanità ha avuto il merito e il privilegio di vestirsi di giallo a Parigi, ma nessuno di loro era francese. Ecco perché, tutti gli occhi sono puntati sul giovane dell’Alta Loira, Romain Bardet, terzo in classifica e pronto a dare battaglia.

Come Fabio Aru che, però, considera “Froome il favorito”. Visto “che ha vinto già tre volte il Tour”, possiede “l’esperienza e la squadra per vincere ancora”, le parole del sardo. Ma non solo: “E’ in vetta alla classifica generale e ha dalla sua una migliore predisposizione alla crono di Marsiglia”.

Poi, su Bardet, secondo l’anno scorso, Aru ammette che “è un avversario molto pericoloso, anche per il suo modo di attaccare, e lo stesso vale per Uran”. Tutto, però, dipenderà “dalle tappe di mercoledì e giovedì”. “Penso che – aggiunge Aru – nessuno di noi sappia come andrà su quelle vette, ben oltre i 2 mila metri. Al Tour ogni momento può essere pericoloso e questo t’insegna a non abbassare mai la guardia, come abbiamo visto quando ho perso la maglia gialla. Ci aspetta una settimana dura, ci sarà spettacolo. Froome vorrà tenere la maglia, Bardet e Uran guadagnare qualcosa. Servirà la giusta concentrazione”.

Aru non esclude eventuali, possibili alleanze nate sulla strada. “Dipende da come si metterà la gara, un aiuto a vicenda con Bardet può starci”. Anche perché, finora l’Astana non è pervenuta, costringendo Aru a fare da sé. “La nostra squadra ha attraversato momenti drammatici, negli ultimi mesi, e anche al Tour ci sono stati gravi ritiri, siamo in sette e in sette daremo il massimo”.

La battaglia si aprirà mercoledì, in occasione della 17/a tappa, la La Mure-Serre Chevalier di 183 km, con il superamento del Col de la Croix de fer e il Galibier, a quota 2.642 metri. In tutto sono previsti 4 Gpm, di cui due ‘hors categorie’. Giovedì, nella 18/a frazione, da Briancon all’Izoard, dopo 179,5 km, arrivo a 2.360 metri, con 3 Gpm di 3/a, 1/a e ‘hors categorie’.

Sabato, infine, la crono di Marsiglia, con Froome favorito sul resto della truppa. “Questi distacchi minimi non mi sorprendono affatto – le parole della maglia gialla -. Sapevo che questa sarebbe stata la sfida più complicata e che, in caso di successo, sarebbe eventualmente diventata la vittoria più difficile. Ogni avversario rappresenta un pericolo e, in questa edizione del Tour, avversari ne ho tantissimi. Aru? Nella terza settimana è sempre andato forte, ma nella crono temo di più Uran”.

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