Ministro Alfano: “Consapevoli delle difficoltà della nostra Collettività”

Il ministro Angelino Alfano

CARACAS – La consapevolezza della necessità di un incremento nell’organico di Ambasciata e Consolato Generale, il contributo di un milione di euro (di cui 400mila euro già elargiti, 300mila in prossimità di essere trasferiti e altri 300mila previsti per la fine dell’anno) e la certezza della deriva autoritaria del governo venezuelano che potrebbe diventare realtà con l’elezione dell’Assemblea Nazionale Costituente.  Questo, in stretta sintesi, quanto riferito dal ministro degli Esteri, Angelino Alfano, nel corso di una breve “video-conferenza” con esponenti della nostra Collettività, presso la residenza dell’Ambasciatore, Silvio Mignano.

Il ministro Alfano, accompagnato dal Segretario Generale del Ministero degli Esteri, Elisabetta Belloni; dal responsabile della Direzione Generale per gli Italiani all’Esteri, Luigi Maria Vignali e dal nostro Ambasciatore, Silvio Mignano, si è intrattenuto per circa 40 minuti con esponenti del nostro associazionismo, industriali e alcuni membri del Comites di Caracas. Erano assenti Nello Collevecchio, del Cgie, e i membri del Consiglio di Presidenza del Comites di Caracas.

L’incontro con il ministro è stato essenzialmente di carattere informativo. Dopo il saluto del Consigliere Fabio Messineo, dell’Ufficio Politico e Sociale della nostra Ambasciata; Sadio Garavini di Turno, Ambasciatore ed ex Vice Ministro di Giustizia del Venezuela; Filippo Vagnoni, della Fondazione Fundavag e Alfredo D’Ambrosio, presidente della nostra Camera di Commercio sono stati gli incaricati di illustrare la realtà venezuelana, alla quale è profondamente integrata la nostra Collettività.

Dopo aver spiegato che gli italiani del Venezuela rappresentano circa il 10 per cento della popolazione, Filippo Vagnoni ha detto che “la nostra Collettività ha l’impressione di essere su una nave senza timone”. Ha quindi spiegato che per la nostra comunità il “passaporto è considerato una specie di salvagente”, nel caso che si sia costretti a lasciare il Paese, sebbene, “tutti preferiremmo continuare a lavorare qui. Da qui l’importanza di un rafforzamento dell’organico del nostro Consolato Generale”.

Sadio Garavini di Turno, dal canto suo, dopo aver sottolineato che l’Italia deve avere il coraggio di guardare oltre il suo spazio naturale, e cioè oltre l’ambito mediterraneo, ha spiegato quanto sia stato importante il plebiscito dei giorni scorsi in Venezuela, durante il quale più di 7 milioni di elettori, in maniera spontanea e sfidando ogni tipo di minaccia, hanno detto “No” alla “Costituente” fortemente voluta dal presidente Maduro.

Alfredo D’Ambrosio ha espresso la preoccupazione degli industriali per la crisi economica, ha chiesto aiuto per le future iniziative della Camera di Industriali che presiede e ha sostenuto la necessità di stimolare le regioni a guardare verso il Venezuela.

Il ministro Alfano, dal canto suo, si è detto consapevole delle difficoltà che attraversa il paese, della sua crisi politica sempre più complessa, delle necessità di un incremento del personale di Ambasciata e Consolato, e della deriva autoritaria del governo del presidente Maduro.

Il titolare della Farnesina ha sottolineato che l’Italia è impegnata ad una soluzione pacifica della crisi e ha detto che il Paese è disposto a sostenere una mediazione. Ha anche detto che è preoccupato per la violenza con la quale si stanno reprimendo le manifestazioni di protesta e per gli arresti di connazionali.

– Ci siamo adoperati per la liberazione dei 12 connazionali arrestati – ha detto -. Siamo riusciti a liberarne 6. Anche tre cittadini italo-venezuelani sono stati rilasciati.

Ha poi assicurato che l’Italia continuerà a fare tutto il possibile per sostenere gli italiani più bisognosi, per i quali è stato stanziato un milione di euro.

– 400 mila euro – ha precisato – sono stati già elargiti. Altri 300mila saranno sbloccati prossimamente e gli ultimi 300mila saranno consegnati alla fine dell’anno. Ci stiamo impegnando per dare soccorso all’equipaggio della nave senza timone e, naturalmente, a tutti i suoi passeggeri – ha concluso riferendosi alle parole di Filippo Vagnoni.