L’Austria insiste: “Pronti a chiudere il Brennero in 24 ore”

Pubblicato il 18 luglio 2017 da ansa

Vienna, più controlli ma niente barriera al Brennero

Poliziotti austriaci schierati al confine italiano.. EPA/CHRISTIAN BRUNA

ROMA. – Si alzano i toni dello scontro tra Italia e Austria sulla crisi dei migranti che rischia di tracimare ben oltre il Brennero. “Se il numero dei migranti illegali aumenta ancora, chiudiamo il confine nel giro di 24 ore”, minaccia Vienna. “Abbassino i toni”, risponde Roma. Ad aprire le ostilità è il ministro dell’Interno Wolfgang Sobotka con una dichiarazione alla Bild in cui precisa che l’Austria è in grado di “realizzare controlli severi con i nostri soldati”.

E’ il vice ministro agli Esteri Mario Giro, “a nome del governo”, a replicare a muso duro, definendo “surreali” le minacce di chiusura del valico e intimando di “abbassare i toni” perché non si possono mettere a rischio i rapporti tra gli Stati a causa di “polemiche pre-elettorali” (in Austria si vota il 15 ottobre). D’altra parte l’Italia non ha “nessuna intenzione di compiere mosse unilaterali”, precisa il vice ministro, riferendosi alle indiscrezioni degli ultimi giorni sulla presunta concessione di 200.000 visti temporanei per consentire ai migranti che approdano sulle coste italiane di circolare in Europa.

L’atteggiamento dell’Austria “è deprimente” per Laura Boldrini perché “la politica non si porta avanti con le minacce, che non risolvono i problemi, né con le chiusure o con i militari”. La presidente della Camera ricorda invece che “è doveroso e necessario aumentare gli aiuti allo sviluppo e in questo l’Italia non brilla: destina lo 0,17% del Pil, percentuale molto bassa rispetto alla media dei paesi Ocse ed allo 0,7 richiesto dall’Onu”.

Ad abbassare un po’ i toni bellicosi del suo Paese interviene il presidente austriaco Alexander Van der Bellen, che si dice preoccupato per il botta e risposta tra Vienna e Roma e vuole “tranquillizzare, ricordano che in entrambi i Paesi sono in vista elezioni”. Poi precisa che l’Italia “deve affrontare un problema serio” e se “è facile chiedere la chiusura della rotta del Mediterraneo”, la questione è in che modo ciò possa essere fatto.

Questo mare “non deve essere una fossa comune”, commenta amaro su Twitter Martin Schulz. Il candidato socialdemocratico che sfiderà Angela Merkel nella corsa per la cancelleria, ricorda a tutti che il problema è europeo e che “i profughi devono essere distribuiti equamente nella Ue”. “Da questo – avverte – io farò dipendere i pagamenti tedeschi all’Ue”.

La sortita austriaca ha provocato un’ondata di reazioni anche da parte delle opposizioni. Bordate al governo sulla gestione della crisi migratoria da parte di Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, che chiede di sapere “se il governo intende dichiarare lo stato di emergenza umanitaria nel territorio nazionale”. Il leader della Lega Matteo Salvini accusa Palazzo Chigi di non difendere i confini, al contrario degli altri Paesi. E invoca un “blocco navale” e la “chiusura immediata dei porti” anche per le ripercussioni che lo stop del Brennero potrebbe avere sul traffico delle merci.

Ogni anno transitano sul valico 42 milioni di tonnellate e in caso di blocco, avverte la Cgia, i costi rischiano di colpire tutto il sistema produttivo e in particolare le imprese manifatturiere del Nordest. Il ministro degli Interni austriaco Wolfgang Sobotka ha fatto un sopralluogo al Brennero e il capo della polizia tirolese Helmut Tomac gli ha illustrato la struttura per il cosiddetto ‘management di confine’, i container per la registrazione dei migranti, come anche le basi per i piloni della recinzione che può essere innalzata nel giro di 12, 24 ore.

Sobotka, che la prossima settima vedrà il collega Marco Minniti, ha però ammesso che per il momento il numero di migranti intercettati in Tirolo “è ancora stabile, circa 25 al giorno”. Pochini, per arrivare a chiudere il valico.

(di Eloisa Gallinaro/ANSA)

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