Draghi rassicura: “Ripresa robusta, ma avanti con gli acquisti Qe”

Mario Draghi
Mario Draghi

NEW YORK. – Per la prima volta dopo molto tempo Eurolandia sta sperimentando una ”ripresa robusta”, nonostante il freno della riforme lente. Ma gli stimoli almeno per ora non si toccano perché serve ”tenacia e pazienza” sul fronte dell’inflazione che resta debole. Mario Draghi in versione ‘colomba’ rassicura i mercati sul quantitative easing: va avanti almeno fino a dicembre 2017 a una velocità di 60 miliardi di dollari al mese e la Bce è pronta ad ampliarlo in ”entità e durata” nel caso in cui l’economia peggiorasse.

Le Borse reagiscono con cautela alle rassicurazioni, mentre l’euro schizza ai massimi da quasi due anni a 1,1638 dollari mostrando come il presidente della Bce non sia riuscito a convincere pienamente sulle sue intenzioni. Le parole pronunciate a Sintra, in Portogallo, nelle settimane scorse aleggiano ancora fra gli investitori, convinti che la Bce sia pronta a un aggiustamento prudente del quantitative easing.

Draghi cerca di correggere il tiro e precisa: ”nel discorso di Sintra ho detto che la reflazione ha sostituito il rischio di deflazione. Non ci sono grande differenze da quanto detto ora”. Una politica monetaria sostanzialmente accomodante resta ”ancora necessaria” spiega al termine della riunione in cui la Bce ha lasciato il costo del denaro invariato, con il tasso principale allo 0% e quello sui depositi negativo al -0,4%. I tassi sono destinati a restare al livello attuale per un periodo ”prolungato e ben oltre l’orizzonte del Qe” spiega Draghi.

L’attenzione, e tutte le domande che si sono avvicendate in conferenza stampa, sono però sul piano di stimoli. ”C’è stata unanimità nel non fissare una data precisa per quando iniziare a considerare una revisione al programma di stimoli. Il confronto dovrebbe iniziare in autunno”, spiega Draghi, rimandando a dopo l’estate.

Secondo indiscrezioni una decisione potrebbe arrivare non alla riunione di settembre ma a quella di ottobre, in calendario per il giorno 26. ”Dobbiamo riflettere, abbiamo bisogno di molte informazioni che non abbiamo oggi. C’è molta incertezza” dice Draghi. ”L’inflazione non è dove vorremmo e dove dovrebbe essere” aggiunge. ”Dobbiamo essere pazienti invece di pensare a cambiare gli obiettivi” sui prezzi: ”farlo sarebbe destabilizzante”.

Cautela e pazienza sono quindi le due parole chiave a fronte di un’inflazione debole: ”dobbiamo aspettare che i prezzi e i salari seguano la ripresa robusta che stiamo sperimentando”. Da qui l’importanza di mantenere gli stimoli perche’ ”l’ultima cosa che la Bce vuole” è una stretta delle condizioni finanziarie, precisa Draghi ribadendo l’impegno a fare di piu’ se fosse necessario. La decisione della Bce è quindi per il momento posticipata a dopo la pausa estiva, quando anche la Fed sarà chiamata a chiarire la propria posizione sul ridimensionamento del suo bilancio, esploso con la crisi finanziaria finanziaria a 4.500 miliardi di dollari.