Pensioni: ipotesi sconto età per le donne, un anno per figlio

Pensione donne (GettyImages)
Pensione donne (GettyImages)

ROMA. – Sul fronte pensioni il Governo ha aperto a possibili interventi a favore delle donne e i sindacati ne approfittano per mettere sul tavolo precise proposte: come l’anticipo di dodici mesi, dagli attuali quattro, per ogni figlio. Ma non sarebbe questa la sola richiesta, si lavora per il riconoscimento di bonus contributivi per tutti i periodi passati ad accudire figli o familiari malati.

L’esecutivo sembra ben disposto seppure muovendosi all’interno delle leve offerte dall’Ape social. Intanto si va sbloccando la strada per la versione volontaria del meccanismo che permette di andare via a 63 anni, con 20 di anzianità, pagando una rata sul prestito in 20 anni del 4,5-4,7%. Il Consiglio di stato ha dato, infatti, il via libera allo schema di decreto. Tuttavia, non sono mancate osservazioni, in particolare si raccomanda trasparenza nelle clausole contrattuali da stringere con le banche.

La questione centrale resta però l’adeguamento automatico dell’età pensionabile all’aspettativa di vita. Aggancio che rischia di portare a 67 gli anni per uscire dal 2019. Si tratta di 5 mesi in più. Questo, almeno, stando alle previsioni. Non è detto che l’Istat confermi lo ‘scalone’. L’Istituto si pronuncerà entro ottobre ma se una sorpresa ci sarà dovrebbe essere al ribasso, visto che nel 2015 la speranza di vita si è ridotta, come ha ricordato il presidente della commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano, in un intervento sul Sole 24 Ore, citando anche un documento del Mef. Magari ci si potrebbe fermare a 4-3 mesi.

Ovviamente è tutto ancora da vedere e la leader della Cgil, Susanna Camusso, insiste: “l’automatismo, è sbagliato”. Il congelamento si potrebbe ottenere per quelle platee che rientrano nell’Ape social: disoccupati, chi assiste disabili o chi svolge lavori gravosi. Insomma un sistema di deroghe che creerebbe meno problemi con Bruxelles, costando anche meno. Agevolazioni in più potrebbero essere, anche in questo caso, riconosciute alle donne, per cui si pensa a una riduzione di 3 anni dei contributi per l’Ape social.

Nel frattempo si cerca di contenere il ritardo per l’altra gamba dell’Ape, che dovrebbe essere resa operativa a settembre. I magistrati amministrativi hanno dato parere “positivo” al provvedimento sull’anticipo volontario, invitando però a specificare nei contratti, “mediante clausole chiare”, gli effetti che l’adeguamento all’aspettativa di vita ha sul piano di ammortamento e sulla relativa rata mensile.

Il Consiglio di stato chiede anche trasparenza sul diritto di recesso dal contratto e la possibilità per il pensionato che lo richieda di godere del beneficio retroattivamente (ovvero sin da maggio). E con tutta probabilità i ministeri terranno conto di alcune delle osservazioni di palazzo Spada nel testo definitivo. Per la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, l’Ape volontaria è “un’opportunità” ma invita ad accelerare “il confronto aperto sulla ‘fase due'” delle pensioni, in attesa del tavolo del 27 luglio.