Berlusconi ruba pezzi ad Alfano, ma blocca ingressi facili in Fi

Ministro Costa
Governo: il ministro Costa si dimesso. ANSA / ANNAMARIA LOCONSOLE
Ministro Costa
Governo: il ministro Costa si dimesso. ANSA / ANNAMARIA LOCONSOLE

ROMA. – Porte chiuse ai “traditori”. Silvio Berlusconi smorza gli entusiasmi di chi, orbitando nell’area centrista, pensava di poter tornare alla ‘casa madre’ con facilità in vista delle prossime elezioni politiche. Ospite della trasmissione In Onda (a cui aveva dato forfait il giorno prima) il Cavaliere prova a fare chiarezza su quali siano i suoi progetti: rilanciare Forza Italia con volti nuovi (i ‘vecchi’ sono avvertiti) unità dei moderati e magari un nuovo predellino.

E su un binario parallelo, l’ex capo del governo manda avanti i suoi emissari nella costruzione di un nuovo contenitore che possa raccogliere tutte le ‘anime’ che intendano rientrare nel centrodestra e che in qualche maniera consentiranno a Fi, secondo il ragionamento del leader azzurro, di fare da perno moderato ed della coalizione. Certo, pubblicamente il Cavaliere deve chiudere la porta a quanti vogliono rientrare ma poi, dietro le quinte, la selezione spetta ai suoi fedelissimi.

Ed uno dei criteri che si adotta è quello del ‘peso’ sul territorio, ragion per cui Massimo Cassano che oggi ha dato l’addio ad Ap ed al suo ruolo come sottosegretario al Lavoro del governo Gentiloni due giorni dalle dimissioni di Costa, tornerà a vestire a palazzo Madama la casacca azzurra. E se il leader di Ap Angelino Alfano minimizza le perdite e dà poco peso all’uscita di Cassano, dentro Fi invece non si nasconde la soddisfazione per aver ‘recuperato’ un senatore con un bacino di voti in Puglia molto importante.

E’ il Meridione infatti il pallino del Cavaliere, pronto a scommettere che il suo partito supererà il 30% con lui in campo. L’intenzione insomma è di rafforzare Fi anche nei confronti della Lega, con persone che abbiano un ‘peso’ sul territorio e, se serve, mandare in pensione la vecchia guardia. Berlusconi non lo dice apertamente ma nell’annunciare il rinnovamento del suo partito (“alle elezioni presenterò volti nuovi”) manda un messaggio altrettanto netto ai suoi dirigenti ricordando di dover essere solo lui a pagare 100 milioni di debiti di Forza Italia: “I vecchi possono restare se vogliono – dice – ma sanno che il partito si avvia verso il rinnovamento”.

E la ricerca di volti nuovi è solo all’inizio. Il Cavaliere boccia l’idea di sua figlia Marina in campo (“farei di tutto per dissuaderla”) e accarezza di nuovo l’idea di un profilo come quello di Carlo Calenda: “E’ quello che vogliono gli elettori”.

Certo, la partita vera si giocherà solo quando si saprà con quale legge elettorale si andrà al voto, e fino ad allora il leader di Fi giocherà su più tavoli: puntellare il centro con l’obiettivo di mettere insieme più satelliti possibili intorno a Fi senza però escludere i ‘vecchi’ alleati visto che, sondaggi alla mano, il centrodestra unito è in testa.

Guai però a pensare ad un suo passo di lato: “Io non sono tornato in campo perchè il campo non l’ho mai lasciato – avverte – la campagna elettorale non è mai finita”. Nessun accenno a Matteo Renzi se non per dire che il “Nazareno è finito per colpa sua”, mentre l’affondo più duro è verso i Cinque Stelle bollati come “i veri professionisti della politica senza né arte né parte che quando non saranno più candidati si troveranno senza lavoro”.

(di Yasmin Inangiray/ANSA)