Italia a secco, governo pronto a misure urgenti

L'Arno in secca. ANSA/MAURIZIO DEGL INNOCENTI
L’Arno in secca.
ANSA/MAURIZIO DEGL INNOCENTI

ROMA. – Roma catalizza l’attenzione sull’emergenza siccità ma dalla Lombardia alla Calabria scendendo sino alla Sicilia e passando per la Sardegna quasi tutta l’Italia è a secco. In attesa di conoscere quali Regioni presenteranno richiesta formale della dichiarazione di stato di emergenza, i ministri dell’Ambiente Gian Luca Galletti e delle Politiche Agricole Maurizio Martina sono impegnati su monitoraggio e gestione delle acque.

All’atteso incontro a Roma dell’Osservatorio permanente sugli usi idrici dell’Appennino centrale sulla crisi nella capitale, Galletti tenterà una mediazione tra Regione e Acea-Comune di Roma per scongiurare il razionamento dell’acqua. Dipenderà molto dall’azienda di fornitura, se sarà nelle condizioni di mettere in campo interventi nell’immediato, che richiederanno tuttavia gradualità (dalla regolazione della pressione della rete di distribuzione alla ricerca delle perdite) a cui potrebbero essere affiancati, ad esempio, lo stop ai “nasoni”, le fontanelle nel centro storico di Roma, all’uso di acqua per irrigare il verde o lavare le auto. Soluzioni tampone che, sommate, possono consentire un risparmio idrico.

Dal ministero dell’Agricoltura fanno sapere che l’attività quotidiana di monitoraggio e gestione delle acque punta a tutelare il più possibile gli agricoltori. Nei prossimi giorni sarà convocata una riunione tecnica con le regioni che hanno chiesto lo stato di calamità, per fare il punto sui danni subiti e le tempistiche di intervento, e per attivare la procedura di dichiarazione della calamità.

Martina ha rilevato la necessità di un salto di qualità sul fronte delle infrastrutture irrigue in Italia, soprattutto degli invasi, e ha stanziato 700 milioni da destinare entro l’anno a opere strategiche nel settore. Il problema andrà affrontato in modo strutturale perchè con la siccità bisogna fare i conti con più frequenza.

“C’è l’esigenza, indifferibile, di definire una Strategia Idrica Nazionale (Sin)” avverte Giovanni Valotti, presidente di Utilitalia (la federazione dei gestori dell’acqua dell’energia e dell’ambiente) secondo cui bisogna “assumere un orizzonte almeno decennale, definendo un Piano di investimenti di ampio respiro e le relative priorità, immaginando un assetto industriale che valorizzi operatori efficienti e competenti, educando cittadini e imprese a un uso responsabile dell’acqua. Colpisce l’illusione di risolvere con misure urgenti problemi di natura strutturale e che hanno radici profonde”.

Per fare fronte alla siccità il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi chiede che “lo Stato metta un miliardo di euro all’anno per favorire gli investimenti per il rinnovo delle tubazioni idriche contro la dispersione di acqua”. Il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio ricorda di aver “fatto un Piano nazionale per aumentare la capacità delle dighe e la messa in sicurezza. Il tema è che dobbiamo investire di più in manutenzione e sicurezza dell’esistente”.

(di Stefania De Francesco/ANSA)