Fmi, contrazione del 12% prevista per l’economia venezuelana

Il Fondo prevede per il Venezuela una contrazione dell'economica del 12 per cento e una inflazione a fine anno del 650 per cento circa.
Il Fondo prevede per il Venezuela una contrazione dell'economica del 12 per cento e una inflazione a fine anno del 650 per cento circa.

CARACAS.- La cifra non è alettante ma non ci si poteva aspettare qualcosa di diverso visto la crisi sociale e politica che attraversa il paese.

L’aprile scorso le stime del Fmi riguardo il Venezuela indicavano una contrazione del Pil del 7,4% ma ieri martedì 25 luglio, la percentuale è aumentata fino ad arrivare al 12%.

Questa cifra è collegata alla crisi del paese perché la stima del 7,4% era stata calcolata prima che le proteste contro il governo iniziassero. Ma da aprile fino ad oggi, mesi di manifestazioni, 100 morti, un migliaio di feriti e il rifiuto generale della Costituente, voluta da Maduro, hanno inciso negativamente sull’andamento dell’ economia venezuelana. Un’economia già indebolita da prima.

Alejandro Werner, Direttore per l’Emisfero Occidentale del Fondo, attribuisce a queste cause l’ulteriore indebolimento dell’economia.  Ma ci aggiunge le diminuzioni che potrebbero esserci nella produzione e addirittura l’importazione di petrolio.

Secondo Werner, la crisi umanitaria che vive il Venezuela potrebbe “uscire di controllo, aumentando la quantità di persone che migrerebbero verso paesi vicini, come la Colombia.”

La differenza di crescita prevista tra il Venezuela e i paesi vicini è enorme. Sebbene alcuni paesi (tranne l’ Argentina) come il Perù, la Colombia ed il Cile hanno diminuito lievemente le percentuali di crescita del loro Pil, sono casi che si spiegano con il cambio climatico indotto dal fenomeno di El Niño o lo scandalo Odebrecht, e comunque le loro economie sono stabili.

Ma nessun caso è paragonabile con il Venezuela.