Si accende lo scontro Ue-Usa sulle sanzioni alla Russia

Pubblicato il 26 luglio 2017 da ansa

(ANSA/AP Photo/Evan Vucci, File)

BRUXELLES. – Se le nuove sanzioni degli Usa contro la Russia suscitano la comprensibile reazione stizzita di Mosca, in maniera meno ovvia sollevano anche gli strali dell’Unione europea, che vede minacciati i propri interessi nel settore dell’energia. Con Bruxelles che evoca a sua volta la possibilità di immediate ritorsioni contro gli Stati Uniti. Un nuovo capitolo nelle tensioni commerciali tra le due sponde dell’Atlantico dall’elezione di Donald Trump, che appena ieri in uno dei suoi ‘tweet’ accusava l’Unione europea di essere “protezionista”.

“La legge Usa che dà il via libera alle nuove sanzioni verso la Russia potrebbe avere effetti che impattano sugli interessi energetici europei – attacca il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker -. ‘America first’ non può voler dire che gli interessi europei vengono per ultimi”.

Il testo adottato dalla Camera dei rappresentanti Usa, sottolineano infatti dalla Commissione europea, prevede anche l’imposizione di sanzioni su qualsiasi società – europee incluse – che contribuisce allo sviluppo, alla manutenzione o alla modernizzazione dei gasdotti dalla Russia. Il timore, a Bruxelles, è che questo possa colpire le infrastrutture che trasportano forniture energetiche all’Europa.

In particolare, nel mirino finirebbero le società coinvolte nel gasdotto North Stream 2, che punta a portare gas russo in Germania attraverso il Baltico. Un progetto cui a Berlino tengono in modo particolare. Per questo, attacca Juncker, “se le nostre preoccupazioni non saranno tenute in considerazione a sufficienza, siamo pronti a reagire appropriatamente nel giro di qualche giorno”. Insufficienti, per Bruxelles, alcuni emendamenti presentati alla legge la scorsa settimana per ridurre lo spettro delle società europee che rischiano di essere colpite.

Diagnosi condivisa a Mosca, dove peraltro c’è tutto l’interesse strategico ad approfondire una cesura tra Stati Uniti e Vecchio Continente. Per il ministro dello Sviluppo economico russo Maksim Oreshkin le sanzioni rappresentano “una fortissima pressione da parte degli Usa sulle società europee” e “un colpo diretto ai loro interessi commerciali”. Per il resto, dal Cremlino definiscono le iniziative Usa “assai tristi dal punto di vista dei rapporti russo-americani e delle prospettive del loro sviluppo, e altrettanto lamentevoli dal punto di vista del diritto internazionale e dei rapporti commerciali internazionali”.

Saluta invece con favore l’approvazione delle nuove sanzioni il presidente ucraino Petro Poroshenko. Oltre all’interesse a vedere supportate le proprie posizioni politiche, l’Ucraina avrebbe più di un motivo di soddisfazione nel vedere boicottato North Stream 2. Il gasdotto consentirebbe infatti al gas russo di bypassare il Paese, con prevedibili effetti economici negativi per Kiev.

(di Salvatore Lussu/ANSA)

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