In Italia 48 mila persone scomparse, 39 mila stranieri

Il programma Rai "Chi l'ha visto?"
Il programma Rai “Chi l’ha visto?”

ROMA. – Sono 47.946 le persone scomparse. Un numero enorme e in forte aumento rispetto allo scorso anno, quando erano 11.044 in meno, e che risente in gran parte della conta di quanti sono arrivati in Italia, sbarcati sulle coste, ma che hanno fatto perdere le proprie tracce, quasi 39 mila. Soprattutto ragazzi, usciti dal sistema di accoglienza. Ed è questo il dato – della relazione del Commissario straordinario per le persone scomparse, Vittorio Piscitelli – che più allarma.

Nel dato complessivo rientrano casi diversi: persone che si sono allontanate volontariamente (22.205), malate di Alzheimer o con altri disturbi (519), minori sottratti da un genitore o un familiare (432) e possibili vittime di reato (123).

Tra questi sono poco più di 9 mila sono gli italiani, mentre sono 211 i nostri connazionali scomparsi all’estero, di cui 39 minorenni, 145 maggiorenni e 27 over 65. Si tratta di cifre che andrebbero ‘ripulite’ perché fanno riferimento alla serie storica, iniziata nel 1974, che alimenta e in qualche modo viene alimentato dalla speranze delle famiglie che non si rassegnano alla scomparsa.

L’ufficio del Commissario è nato 10 anni fa, appunto per dare una risposta a queste domande, e da allora il fenomeno è cambiato e, come ha sottolineato il prefetto Piscitelli si è passati “dalla politica di ricercare lo scomparso a quella di prevenire la scomparsa”. Sono, infatti, 38.913 gli stranieri censiti come ‘missing’. La maggior parte, 31.635, sono minori stranieri non accompagnati, che sono sbarcati in Italia ma poi sono scomparsi, 8.372 sono fuggiti dai centri di accoglienza.

“E’ la cifra che più rappresenta il dramma di questo fenomeno” ma, ha precisato il Commissario Piscitelli, “il nostro non è un Paese di desaparecidos, a confronto con i numero degli altri Paesi”. Proprio perché il fenomeno delle scomparse è strettamente legato a quello migratorio, è la Sicilia la regione con il più alto numero di persone ricercate, 12.188. E per lo stesso motivo, in Sicilia ci sono anche 1.707 cadaveri non identificati, di cui 1.607 recuperati in mare.

La nuova sfida dell’ufficio del Commissario è proprio l’identificazione di questi corpi, assieme alla professoressa Cristina Cattaneo dell’Università di Milano, che ha messo a punto una metodologia per identificare le salme anche dopo diverso tempo. L’ex premier Matteo Renzi aveva assegnato all’ufficio del Commissario il compito, con uno slittamento e un aggravio delle competenze.

“È arrivato il momento di fare un tagliando – secondo il sottosegretario all’Interno Domenico Manzione – di fronte al nuovo ventaglio di responsabilità del commissario. Si prenda atto delle nuove funzionalità e si dia una risposta adeguata”.