Eduardo Fernández pide un gobierno de unidad nacional

Pubblicato il 26 luglio 2017 da redazione

CARACAS – El político y abogado Eduardo Fernández, mejor conocido con el apodo de “El Tigre”, expresó sus apreciaciones sobre lo que debería ser un nuevo cambio para el país.
Eduardo Fernández representa a la vieja política de aquella democracia instaurada en 1958 con el Pacto de Punto Fijo. Pertenecía al partido Copei que en conjunto con Acción Democrática, eran los partidos más afectos en las contiendas presidenciales.
En el año 2011 Fernández no quiso participar en las elecciones primarias de la Mesa de la Unidad para ser posible candidato a la presidencia en 2012. Hoy en día tampoco es participe en la política actual. No obstante, se involucra con argumentos y desde su perspectiva declaró sobre lo que él considera conveniente en estos momentos: “debemos ir a un gobierno de unidad nacional”.
“…Tenemos que propiciar un clima que permita el debate civilizado, el dialogo y la construcción de los consensos es indispensable (…) No hay un problema más importante para los venezolanos de este tiempo que el problema económico (…) La agenda de los venezolanos de este tiempo tiene que estar en resolver los problemas de la familia venezolana…”.
El dialogo parece expirado
Es importante recordar el histórico diálogo entre el gobierno y la oposición realizado el 10 de abril de 2014. Fueron aproximadamente seis horas de declaraciones, numerosas acusaciones y miradas cruzadas. Durante la reunión, Maduro advirtió en su introducción: “aquí no hay negociaciones, ni pactos, lo único que estamos buscando es un modelo de coexistencia pacífica, de tolerancia mutua”.
El diálogo fue una opción para la oposición, no obstante, lo discutido aquel día solo quedó en palabras. No existe confianza ni credibilidad en las palabras del gobierno según lo manifestado por diversos dirigentes opositores. Sin embargo, Eduardo Fernández aún apuesta por la conciliación.
“Estamos tentando los demonios de la violencia. La guerra civil española comenzó con un muerto y terminó con un millón de muertos ¿es eso lo que queremos?”, expresó el político.
De esta manera, Fernández aseguró que la crisis económica se puede resolver ‘relativamente fácil’ y ‘en un tiempo acelerado´. ”Si nos ponemos de acuerdo para lograr los financiamientos internacionales que se necesitan y si nos ponemos de acuerdo en las políticas que reactiven el aparato interno productivo que fue destruido en los primeros años de esta llamada revolución”.

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