Carceri: Antigone, 3 mila detenuti in più nell’ultimo anno

Pubblicato il 27 luglio 2017 da ansa

Carceri sovraffollate

ROMA. – Con 3mila persone in più rispetto all’anno scorso, torna a crescere la popolazione carceraria: sono 56.817 i detenuti in Italia, con un tasso di sovraffollamento delle nostre carceri del 113,2%. Secondo l’associazione Antigone, “con un tasso di crescita simile alla fine del 2020 torneremo ai numeri della dichiarazione dello stato di emergenza del 2010, mentre la capienza del nostro sistema penitenziario resta sostanzialmente stabile: 50.241 posti al 30 giugno 2017, mentre erano 49.659 al 31 luglio 2016”.

E in alcune carceri si tornata a scendere sotto la soglia minima prevista di 3 mq per detenuto, condizione per la quale il nostro Paese è già stato sanzionato. Ma quali sono le ragioni della crescita del numero dei detenuti? “Da una parte – spiega Patrizio Gonnella, presidente di Antigone – il numero enorme di processi penali pendenti. Oltre 1,5 milioni di cui più di 300 mila dalla durata irragionevole e quindi prossimi alla violazione della legge Pinto.

I tempi lunghi dei processi influiscono sull’eccessivo ricorso alla custodia cautelare che continua a crescere arrivando all’attuale 34,6%, quando solo due anni fa era al 33,8%. Dall’altra c’è il fatto che si registra un cambiamento anche nelle pratiche di Polizia e giurisdizionali, effetto questo della pressione dell’opinione pubblica a partire da casi eclatanti”.

Il dato del 113,2% di sovraffollamento, per altro, secondo l’associazione “va preso sempre per le pinze”, perché si riferisce al rapporto tra la capienza regolamentare e il numero di detenuto. E spesso i numeri reali di posti letto non corrispondono a quelli sulla carta, perché alcuni bracci sono inutilizzabili. Ci sono poi dei casi che Antigone definisce “drammatici”, come quello del carcere di Como, dove il tasso di sovraffollamento è dell’186%, e Busto Arsizio, al 174%.

Il rapporto segnala anche come “preoccupante” la situazione del personale. Gli agenti sono in media 1,7 per detenuto, ma distribuiti male: tra le carceri che Antigone ha visitato, viene segnalata Pavia, dove ci sono 2,9 detenuti per ogni agente, 2,6 a Salerno, mentre ad Arezzo gli agenti sono il doppio dei detenuti.

Mancano invece gli educatori. A Busto Arsizio ce n’è uno ogni 196 detenuti e a Bologna uno ogni 139. Entro fine anno saranno messi a punto i decreti attuativi della riforma penitenziaria approvata a giugno e Antigone invita il ministro Orlando ad “avvalersi di quanto elaborato dagli Stati Generali dell’esecuzione penale”.

(di Melania Di Giacomo/ANSA)

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