McCain beffa Trump sull’Obamacare, suo no decisivo

Pubblicato il 28 luglio 2017 da ansa

Il lungo applauso dei senatori a John McCain al suo ritorno in Senato.

NEW YORK. – “Aspettate di vedere lo show”: a notte inoltrata, in una delle sessioni più drammatiche nella
storia del Senato, un vecchio guerriero malato ha inferto un occhio nero a Donald Trump. Con la cicatrice dell’operazione per un tumore letale al cervello chiaramente visibile sulla fronte, l’ex capitano di Marina, per cinque anni torturato dai vietcong in una famigerata prigione di Hanoi, John McCain ha pronunciato il “no” decisivo che ha silurato sette anni di sforzi dei suoi compagni di partito di cancellare Obamacare.

Deriso da Trump in campagna elettorale perché era stato catturato – dunque non un eroe – in una guerra da cui il tycoon si era fatto esentare per un problema ai piedi, il senatore repubblicano era tornato martedì in Congresso contro il parere dei medici per pronunciare un discorso all’insegna dello spirito bipartisan che oggi rappresenta la sua legacy.

Trump, che aveva interpretato il ritorno di McCain come una mossa a suo favore, lo aveva applaudito, non sapendo però che “Maverick” (cane sciolto, il soprannome che gli diede il Secret Service durante la corsa alla Casa Bianca del 2008 contro Barack Obama per la capacità di votare in barba alle direttive di partito) aveva in serbo per lui ben altre sorprese.

Nel voto su una proposta di revoca e riforma ‘smilza’ di Obamacare alle due di notte di Washington non sono servite le pressioni in extremis del vice della Casa Bianca Mike Pence e dello stesso presidente. McCain, figlio e nipote di ammiragli a quattro stelle, si è unito alle colleghe repubblicane Susan Collins e Lisa Murkowski e a 48 democratici votando no: Trump colpito e affondato.

Forse l’ultimo atto per l’80enne senatore colpito dallo stesso male che ha ucciso in pochi mesi l’amico e rivale di partito Ted Kennedy: la battaglia che si apre per riformare la sanità negli Usa sarà lunga e probabilmente l'”eroe” McCain non ne vedrà la fine.

(di Alessandra Baldini/Ansa)

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