14 morti nel corso dell’elezione per la Costituente

Pubblicato il 30 luglio 2017 da redazione

Nella “Plaza Altamira” è esplosa una bomba incendiaria mentre passavano i motociclisti della Polizia

CARACAS – 13 morti, decine di feriti e un numero non precisato di arresti. Un bilancio pesante che mostra quanto violenta sia stata la repressione contro le manifestazioni di protesta convocate dal Tavolo dell’Unità Democratica il giorno in cui i venezuelani sono stati chiamati ad eleggere l’Assemblea Nazionale Costituente fortemente voluta dal governo del presidente della Repubblica, Nicolàs Maduro; un’elezione alla quale l’Opposizione non ha presentato candidati poiché la considera convocata al margine della Costituzione. E’ un bilancio che smentisce chi afferma che il processo elettorale si svolge con tranquillità in tutto il Paese, fatta eccezione per alcune manifestazioni di protesta soffocate sul nascere.
– La Polizia e l’Esercito – ha annunciato il ministro Reverol – sono intervenute immediatamente per ristabilire l’ordine e sedare gli animi nei pochi quartieri in cui vi sono state le proteste.

Tibisay Lucena, presidentessa del Consiglio Nazionale Elettorale

Dal canto suo, Tibisay Lucena, presidentessa del Consiglio Nazionale Elettorale, dopo aver votato nel seggio di Mariperez (Caracas) ha sottolineato che l’elezione per l’Assemblea Nazionale Costituente si procedeva con tranquillità in tutto il Paese
Hèctor Rodrìguez, capo del “Comando Zamora 200”, ha già affermato che quelle odierne saranno le elezioni con i migliori risultati mai ottenuti dal “chavismo”. Un’asseverazione sottolineata dal Sindaco del Municipio Libertador, Jorge Rodrìguez, che ha assicurato che “la Costituente è già una realtà”.
Dal canto suo, Julio Borges, nel corso di una conferenza stampa, ha reso noto le proiezioni del Tvolo dell’Unità Democratica in queste elezioni. Stima che alla fine della giornata elettorale avranno votato non più di 2,5 milioni di cittadini, circa il 7 per cento degli elettori. Ha denunciato la violenza con la quale hanno agito Polizia e Guardia Nazionale.
Le violenza di Stato ha colpito in particolare Tachira (5 morti), Merida (5 morti), Lara (2 morti) e Sucre (2 morto). La Polizia e la Guardia Nazionale hanno lanciato granate lacrimogeni contro le cliniche che ricevevano le vittime della repressione. La Clinica Mertropolitana di Caracas ha issato la bandiera della Croce Rossa sul proprio tetto nella speranza che le istallazioni non siano più oggetto della violenza delle Forze dell’Ordine.

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