Melina al Senato sui vitalizi, si riaccende lo scontro M5s-Pd

Rosatellum
La votazione alla Camera
La votazione alla Camera sui vitalizi

ROMA. – Il Pd blocca un tentativo di “blitz” M5s sui vitalizi. I grillini chiedono la procedura d’urgenza: far arrivare la legge che taglia le pensioni dei parlamentari nell’Aula del Senato il 3 settembre, perché venga votata “subito”. Solo propaganda, replica il Pd. Che, non senza qualche difficoltà su un tema sensibile in vista della vicina campagna elettorale, vota no. “Buffoni”, urlano i senatori M5s esponendo cartelli. Pietro Grasso prova a sedare gli animi. “Metodi da regime”, attacca Luigi Zanda.

La legge verrà comunque varata a settembre, assicurano i Dem. Ma i numeri sono in bilico, il via libera non è scontato: per l’ok potrebbero servire modifiche. Da tempo M5s e Pd si contendono la paternità della legge, firmata alla Camera dal Dem Matteo Richetti, che ricalcola e così riduce i vitalizi degli ex parlamentari. E i grillini provano a mettere in difficoltà Matteo Renzi, chiedendo che la legge abbia al Senato, per il via libera definitivo, una corsia preferenziale che costringerebbe la commissione a lavorare ad agosto (o a un via libera lampo) e l’Aula a votare agli inizi di settembre.

Mentre a Palazzo Madama la discussione è ancora in corso, il blog di Grillo già accusa i Dem di “voltafaccia” per fermare la legge e “non perdere il vitalizio”. Il Pd si interroga su cosa fare in una riunione dell’ufficio di presidenza del gruppo, prima dell’Aula. Il rischio è prestare il fianco alla “propaganda” grillina, osservano i senatori. Ma alla fine, non senza qualche dubbio dei renziani, si decide di seguire l’indicazione del capogruppo Zanda e dire no.

Il rischio, spiega qualcuno, è votare l’iter di urgenza ma poi ritrovarsi senza numeri, perché nel Pd c’è una fronda contraria al provvedimento (qualcuno, come Ugo Sposetti, l’ha dichiarato) e anche con i voti di M5s e Lega (Fi è contraria, Mdp frena) si rischia di non farcela. Dunque, la linea è portare il testo in commissione per un “supplemento di riflessione” sulla costituzionalità della legge: probabilmente per conquistare i voti necessari al via libera saranno necessarie modifiche.

In Aula Zanda parte all’attacco del M5s: “Vogliono apparire come i campioni dell’antisistema, dell’antipolitica”. Ma Renzi, raccontano, raccomanda ai suoi di mettere subito bene in chiaro che la legge si farà. Andrea Marcucci denuncia “l’ennesimo bluff per coprire il disastro di Roma”. “Il Pd – assicura Matteo Richetti – ha dato la garanzia, approveremo la legge”. Ma Luigi Di Maio attacca: “Niente è peggio della loro ipocrisia, ma non finisce qui”. Matteo Salvini concorda: “Vergogna!”.

(di Serenella Mattera/ANSA)