Esplode il caso Smartmatic, insorge l’Opposizione

Pubblicato il 02 agosto 2017 da redazione

CARACAS – Colpi di scena uno dietro l’altro. L’elezione dell’Assemblea Nazionale Costituente ha scatenato un “effetto a catena” dirompente le cui conseguenze sono ancora tutte da valutare nell’ambito nazionale e in quello internazionale.

I poco più di 8 milioni di cittadini pari ad un’affluenza del 41,53 per cento, cifra ufficiale del Consiglio Nazionale Elettorale che comunque non ha ancora reso noto il peso dell’astensione né la partecipazione per regione, non solo è stata smentita dall’Opposizione, che ha stimato la partecipazione di solo 2,83 milioni di venezuelani, pari al 12%, ma anche dagli stessi tecnici di Starmatic, la società che da oltre un decennio è responsabile del supporto logistico per le elezioni.

La società dopo aver assicurato l’”evacuazione” dei suoi tecnici “per motivi di sicurezza”, poco più di una ventina, ha indetto una conferenza stampa per denunciare la presunta manipolazione dei dati sull’affluenza nelle elezioni per l’Assemblea Costituente .

L’amministratore delegato della Smartmatic, Antonio Mugica, ha reso noto che la differenza tra le cifre sull’affluenza annunciate dall’organismo elettorale sul filo della mezzanotte e quelle registrate dai sistemi elettronici della società, sarebbe di circa un milioni di voti.

– E’ per questo – ha detto Mugica – che con il più profondo rammarico dobbiamo riferire che le cifre sull’affluenza delle votazioni del 30 giugno per l’Assemblea Costituente in Venezuela sono state manomesse al di là di ogni dubbio. Quindi, non possiamo garantire i risultati ufficiali.

La notizia è stata la miccia che ha fatto esplodere la polemica; polemica che ha oscurato anche le gravi dichiarazioni del Segretario di Stato nordamericano Rex Tillerson riportate in una trascrizione del briefing pubblicata sul sito del dipartimento di Stato Usa. Uno dei passaggi è stato twittato anche da Julian Assange.

Tillerson avrebbe minacciato addirittura di rimuovere il presidente della Repubblica, Nicolás Maduro, se dovesse decidere di restare al potere e di non rinunciare di sua spontanea volontà.
– Stiamo valutando tutte le nostre opzioni politiche per creare un cambio di condizioni in cui o Maduro decide che non ha un futuro e vuole andarsene di sua spontanea volontà, oppure noi possiamo riportare i procedimenti governativi alla loro costituzione – avrebbe detto Tillerson.

La denuncia di Smarmatic ha fatto insorgere l’Opposizione. Il presidente del Parlamento, Julio Borges, appresa la notizia, ha immediatamente annunciato che si esigerà un’inchiesta penale della Procura Generale contro i responsabili del Consiglio Nazionale Elettorale. L’accusa mossa contro l’organismo elettorale è quella di aver diffuso “risultati falsi” riguardo all’affluenza nelle elezioni per la Costituente.

Anche Henrique Capriles Radonski, ex candidato presidenziale e Governatore dello Stato Miranda, ha fatto sentire la propria voce. Anche per il leader dell’Opposizione non si tratta solo di truffa. A suo avviso si è commesso un reato.

Mentre il Governo tace sulle rivelazioni di Smartmatic e consegnate le credenziali ai neo-eletti assicura che l’insediamento della Costituente avverrá senza contrattempi nel Palazzo Federale, sede del Parlamento, il ministro Andrés Izarra, con una serie di messaggi pur sottolineando la sua appartenenza al “chavismo” ha ammesso che “ci sono dubbi che devono essere chiariti riguardo alle elezioni di domenica”.
Izarra ha riconosciuto che le rivelazioni della Startmatic “confermano che ci sono stati brogli”.

Se il Governo ha annunciato l’insediamento nel Palazzo Federale ed Elìas Jaua, presidente della Commissione Parlamentare per l’Assemblea Costituente, ha invitato i “chavistas” ad accompagnare i membri della Costituente alla cerimonia, il presidente dell’Assemblea Nazionale Julio Borges, ha affermato che il Parlamento non cederá la propria sede alla Costituente. E ha sottolineato che si sta andando verso “uno scenario molto probabile di scontro violento”.

L’opposizione ha già convocato, in concomitanza con l’insediamento dell’Assemblea Costituente, una manifestazione di protesta. Freddy Guevara, vicepresidente del Parlamento, ha invitato i venezuelani a “sfilare contro la truffa costituzionale”. Si teme che la protesta possa concludere, come domenica scorsa durante le elezioni, con un bagno di sangue.
Le vicende che scuotono il Paese hanno gravi risvolti anche all’estero.

A Bruxelles Commissione europea e rappresentanti degli Stati membri valutano “una risposta appropriata e coordinata” alle contestate violazioni dei diritti umani in Venezuela. Sul tavolo, ha spiegato una portavoce della Commissione, ci sono “tutto il range delle misure” possibili. Quindi, anche le sanzioni.

Antonio Tajani, presidente del Parlamento europeo, aveva giá chiesto ieri al presidente della Commissione Juncker e a quello del Consiglio europeo Tusk di disporre il congelamento dei beni per Maduro e il suo entourage.
La delicata realtà del paese ha avuto, oltreoceano, ripercussioni anche sul dibattito politico italiano. Il Movimento 5 Stelle è stato aspramente criticato per la sua posizione, con siderata troppo “soft” nei confronti del presidente Maduro. Così, mentre Matteo Savini, senza tener conto delle conseguenze che potrebbero avere decisioni prese alla leggera sulla nostra comunità, chiede sia bloccato “qualsiasi rapporto con gli assassini finché la democrazia e libere elezioni non saranno ripristinate”, il Movimento 5 Stelle ha chiarito la propria posizione con un post su Facebook.

“Leggiamo i soliti attacchi strumentali al MoVimento 5 Stelle da parte del Pd, stavolta sul Venezuela. Come già ribadito – si legge su Facebook – il MoVimento 5 Stelle chiede che si metta fine a ogni violenza e prende le distanze da chiunque in queste settimane si sia reso responsabile di reati o, nel peggiore dei casi, anche di violazioni dei diritti umani. Il Venezuela – prosegue il M5s è un Paese oggi spossato da una terribile crisi economica e valutaria, il cui stesso popolo è lacerato tra il rimpianto per Chavez e le prepotenze di Maduro. Quest’ultimo, quale presidente del Paese, ha sicuramente delle precise responsabilità a proposito della pesante condizione economica che attraversa il Venezuela, con un’inflazione alle stelle e un tasso di cambio che condiziona fortemente la vita della popolazione”, spiega il M5S che sottolinea:

“In un momento di totale bailamme politico, e con la violenza per le strade, tuttavia l’ultima cosa da fare è soffiare sul fuoco dell’una o l’altra fazione. Il deficit democratico in questo momento è più che evidente e il nostro supporto va innanzitutto al popolo venezuelano, in particolare ai nostri connazionali residenti nel Paese. Il governo attivi ogni canale utile per tutelare la loro sicurezza e incolumità”.

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