“Processare Napolitano”, Salvini scatena la polemica

Il Presidente emerito, Giorgio Napolitano
Il Presidente emerito, Giorgio Napolitano

ROMA. – “Napolitano non dovrebbe essere intervistato, pagato e scortato, dovrebbe essere processato”. Bastano 32 caratteri sui 140 disponibili, per scatenare una (nuova) bufera su Matteo Salvini. Il tweet – tutt’altro che un cinguettio – è indirizzato velenosamente contro l’ex capo dello Stato a commento della sua intervista a Repubblica nella quale attribuisce a Berlusconi la responsabilità delle bombe scaricate su Gheddafi nel 2011.

Napolitano – nella conversazione con il quotidiano – ha respinto la visione “ridicolmente distorta” sostenuta da esponenti del centrodestra e del M5s secondo cui sarebbe stato lui a scegliere di appoggiare la missione militare francese, decisa in solitaria da Nicolas Sarkozy: “Dire che il governo fosse contrario e cedette alle pressioni del Capo dello Stato in asse con Sarkozy, non corrisponde alla realtà”, ricorda l’allora presidente della Repubblica.

Parole che innescano l’attacco del leader leghista che alla levata di scudi a difesa di Napolitano replica ironizzando di nuovo sul social: “Come reagiscono quando gli tocchi il capo casta”, scrive invitando i suoi follower a “mandare a casa questi incapaci” e postando gli screeshot delle risposte via twitter di Laura Boldrini, Claudio De Vincenti, Anna Finocchiaro e Mariano Rabino.

A Napolitano arriva la solidarietà delle maggiori cariche istituzionali: dal presidente del Consiglio Paolo Gentiloni (che telefona), dalla presidente della Camera Laura Boldrini, che parla di “metodo insopportabile e spregevole”, da quello del Senato Pietro Grasso, per il quale le parole di Salvini non sono “degne di nessuna considerazione”. A difendere l’ex capo dello Stato – compatto – è il Pd che con il vicesegretario Maurizio Martina parla di “barbarie” e di “parole vergognose”. Parole di vicinanza anche da Mdp e Alternativa Popolare.

Dal centrodestra arriva invece una salva di distinguo e accuse nei confronti dell’ex capo dello Stato cui viene attribuito un ruolo preminente e trainante nella crisi del 2011. Critico anche il Movimento 5 stelle, con il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio. “L’unica certezza è che per le scelte scellerate (di Napolitano e Berlusconi) a pagare sono stati un’altra volta gli italiani”. Tutti attacchi, denuncia in serata lo stesso Napolitano in una nota, “grossolani e inauditi” oltretutto “fondati su spudorate falsificazioni dei fatti”.

(di Paolo Cucchiarelli/ANSA)