Si studiano sanzioni per commercianti e artigiani senza Pos

Commercianti e artigiani senza Pos,si studiano sanzioni
Commercianti e artigiani senza Pos,si studiano sanzioni

ROMA. – Sanzioni per chi rifiuta pagamenti con bancomat o carte di credito. Ma anche ‘premi’ per chi sceglie di saldare il conto, piccolo o grande che sia, con sistemi digitali. E’ articolato il pacchetto che il governo sta studiando per completare l’apertura senza limiti alle transazioni senza uso dei contanti prevista dalla legge di Stabilità del 2016 e a cui ancora mancano alcuni tasselli.

Il primo a mancare all’appello è il decreto attuativo che indichi appunto le sanzioni per chi non accetta i pagamenti via Pos ma anche il lavoro di mediazione, previsto sempre dalla manovra approvata a fine 2015, per abbassare le commissioni almeno sui ‘micro-pagamenti’.

La misura introdotta un anno e mezzo fa alla Camera nel corso della sessione di bilancio spingeva infatti per consentire di pagare tutti gli importi, anche il caffè al bar, con il bancomat, per incentivare l’uso della moneta elettronica al posto del contante. Un mercato, quello dei pagamenti digitali, che secondo i dati della Banca d’Italia registra comunque un certo dinamismo, visto che lo scorso anno i pagamenti online sono cresciuti del 13% e quelli con le carte di pagamento del 14%, anche se le transazioni procapite restano ben al di sotto della media Ue (per gli italiani 50,7 contro la media europea di 108,6).

La spinta finale verso l’abbandono del contante, come spiegato nei giorni scorsi dal viceministro all’Economia Luigi Casera, potrebbe arrivare dopo la pausa estiva. A settembre infatti potrebbe essere pronto il decreto che commina sanzioni da 30 euro a commercianti e artigiani che oppongano un ‘no’ alla richiesta della clientela di pagare per via digitale, anche se non è detto che l’obbligo di utilizzare il Pos varrà proprio per tutti.

L’esecutivo insieme alle associazioni starebbe infatti valutando quali categorie esentare, ad esempio gli avvocati che lavorano in studi associati e che fatturano allo studio, non ai singoli clienti. L’annuncio del viceministro, accolto con entusiasmo dai consumatori nonostante si tratti di un intervento ‘tardivo’, preoccupa invece i diretti interessati.

Negli ultimi 5 anni, spiega Confesercenti, si è assistito spontaneamente a un vero e proprio ‘boom’ dei Pos, cresciuti di 800mila unità, con l’attivazione in media ogni giorno di 400 nuovi dispositivi. Un aumento, sottolinea anche Confcommercio, di circa il 60%. In Italia, ricorda l’associazione, il numero dei Pos istallati è di più di 2 milioni, rispetto a 1,5 milioni in Francia e a 1,2 milioni in Germania.

E se è vero che “la modernizzazione del sistema dei pagamenti passa anche da una maggiore diffusione della moneta elettronica” il risultato “non si raggiunge certamente con il sistema sanzionatorio”. Servirebbe piuttosto una “riduzione delle commissioni applicate dalle banche che, nel caso dei piccoli importi, assorbono molto spesso i margini di profitto degli imprenditori”.

Proprio la riduzione dei costi di gestione dei pagamenti digitali è uno dei temi sul tavolo dell’esecutivo, insieme all’introduzione di una prima forma di ‘contrasto di interessi’, utile anche a combattere l’evasione fiscale. L’idea sarebbe quella di introdurre dei meccanismi premiali per i pagamenti digitali sotto forma di detrazione fiscale. Una misura che ha un costo e che va quindi valutata con attenzione, e che potrebbe essere introdotta in un primo tempo in via sperimentale per alcune categorie, come ad esempio i clienti più giovani.