Ius soli agita il centrosinistra. Zanda con Pisapia: “E’ priorità”

Ius soli agita il centrosinistra
Ius soli agita il centrosinistra

ROMA. – La legge sulla cittadinanza continua a agitare le acque all’interno del centrosinistra: dopo il botta e risposta a distanza tra Matteo Renzi e Giuliano Pisapia, sul cosiddetto ius soli, prende la parola il capogruppo Pd al Senato, Luigi Zanda, secondo cui a Palazzo Madama ci sono i tempi utili per approvare questo controverso provvedimento, definito una “priorità assoluta”.

Un tema molto delicato per i vertici del Nazareno, tanto che il numero due dem, Maurizio Martina, al termine del Consiglio dei ministri, getta acqua sul fuoco bollando con veemenza come “inutili” le polemiche di questi giorni, ribadendo che non è il Pd a frenare sul voto, ma i problemi vengono dalle “difficili condizioni parlamentari”.

Una tesi ampiamente condivisa dal segretario che nelle prossime settimane intende tenersi lontano dal dibattito politico ma, soprattutto dopo le polemiche sui migranti, vuole replicare con i fatti alle accuse di moderatismo da parte di Mdp.

“Ricordo che sui diritti – rivendica il ministro dell’Agricoltura – è solo grazie al Partito democratico se in questi anni si sono fatti passi avanti storici. Le polemiche di questi giorni sullo ius soli contro il Pd sono del tutto inutili: per noi è e rimane un obiettivo primario. Ricordare le condizioni parlamentari difficili su questo tema, di certo non per colpa nostra, significa solo essere consapevoli del lavoro da fare”.

Una tesi che, malgrado i toni soft, viene contestata proprio da Zanda, sicuro di poter approvare la legge “nei tre mesi disponibili dopo la legge di bilancio”. Una posizione appoggiata dalla capogruppo di Sinistra Italiana Loredana De Petris, dietro la quale si potrebbero leggere gli auspici di Paolo Gentiloni, desideroso di poter arrivare al voto senza rotture traumatiche. Ma che non collima con quanto affermato venerdì dal capogruppo Pd alla Camera Ettore Rosato, secondo cui dopo la manovra non resterà che sciogliere il Parlamento e andare subito al voto.

Fonti parlamentari Pd spiegano che il via libera allo ius soli potrebbe anche rientrare in un eventuale accordo più ampio con Angelino Alfano sulle elezioni siciliane. Ma se non ci fossero le condizioni per approvare la legge a settembre, ragiona qualche renziano, si potrebbe tornare a parlarne dopo la legge di bilancio, come dice Zanda, ma un’eventuale frattura nella maggioranza di governo potrebbe avere l’effetto di accelerare il ritorno alle urne, dimostrando che non ci sono le condizioni per attendere fino a febbraio o marzo per sciogliere le Camere.

A quel punto nessuno potrebbe più contestare, neanche in campagna elettorale, che il Pd aveva intenzioni serie di arrivare all’approvazione della riforma.

(di Marcello Campo/ANSA)