Neymar fa ricchi anche gli altri, il calcio corre in Borsa

Neymar fa ricchi anche gli altri, il calcio corre in Borsa
Neymar fa ricchi anche gli altri, il calcio corre in Borsa

MILANO. – Che il colpo Neymar possa non essere l’unico per il Paris Saint-Germain, pronto a spendere altre centinaia di milioni per il giovanissimo Mbappè, o che la bolla nella quale vive il mondo del calcio alle prese con il mercato più ricco di sempre possa presto esplodere, tutto questo conta poco: soldi generano soldi e la Borsa senza pensarci troppo rialza le quotazioni di tutte le squadre di calcio. Dopo i 222 milioni di clausola pagati per il brasiliano sono infatti saliti i valori di tutti i team europei presenti sui mercati azionari. Ma qualcuno, come Juventus e Borussia, ha corso più degli altri, semplicemente perché possiede i giocatori ‘big’ con i quali potrebbe presto realizzare plusvalenze stratosferiche.

Prima di tutto i numeri. Dall’inizio di agosto, quando il mercato azionario ha considerato chiuso l’affare Neymar e prima della frenata della Borse mondiali sulla tensione internazionale, tutte le sedici squadre europee quotate, considerando anche le quattro turche, hanno segnato un andamento positivo. Un rialzo lievissimo per Sporting Lisbona e Porto, mentre per gli altri team in genere è compreso tra il 3 e il 7%. Ma quella che spicca è soprattutto la corsa a due cifre di Juventus (+14%) e Borussia Dortmund (+11%).

Gli analisti, che dal punto di vista finanziario ricordano sempre l’estrema volatilità del settore, spiegano gli acquisti generalizzati per l’automatica rivalutazione del maggior patrimonio di tutte le società calcistiche, cioè il parco giocatori. La corsa delle squadre di Dortmund e di Torino si spiegherebbe con il semplice fatto di avere in rosa i giocatori tra i più accreditati a sostituire proprio Neymar nel Barcellona, una società che ora ha disposizione una notevole liquidità: cioè Ousmane Dembelé e Dybala, che la Juventus non intende perdere per meno di 150 milioni, ma sul quale non è chiaro se vi sia o meno una clausola rescissoria.

Peccato che in Borsa non sia quotato il Liverpool, che ‘possiede’ il brasiliano Coutinho, un altro serio candidato a trasferirsi presto in Catalogna per giocare al Camp Nou. Tra chi si muove più timidamente in Borsa c’è il titolo ‘calcistico’ con la maggiore capitalizzazione di tutti, quel Manchester United frenato dalla sconfitta in Supercoppa europea e dal fatto di trovarsi più nella veste di acquirente che di venditore in questo folle calcio mercato, arrivato per ora nella sola Europa alla quota record di tre miliardi.

Un livello che ha fatto muovere Jean-Michel Aulas, presidente del Lione che, come altri, rischia di essere travolto dai soldi qatarioti. Ha fatto i conti sull’affare Neymar e, non smentito, ha stimato per i parigini un costo totale di un miliardo in cinque anni di contratto. Aulas non è uno qualsiasi: è stato presidente del G-14 fondato dalle principali società europee per contrattare meglio con l’Uefa ed è stato co-fondatore nella stessa federazione europea del famoso fair play finanziario, per ora clamorosamente aggirato dai fuochi d’artificio d’agosto.

(di Alfonso Neri/ANSA)