Migranti, i minori spariti e la truffa “albanese”

Pubblicato il 10 agosto 2017 da ansa

Sono 5.190 i minori stranieri non accompagnati che si sono resi irreperibili

ROMA. – Sono 5.190 i minori stranieri non accompagnati che si sono resi irreperibili dopo essere stati segnalati al Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Ma nella già complessa e articolata realtà dei ragazzini stranieri che arrivano in Italia da soli, si registra il fenomeno della truffa dei minori albanesi. Il caso viene segnalato nella relazione sul sistema di protezione dei minori stranieri presentata dalla Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema di accoglienza.

Dagli anni novanta a oggi, sottolinea la relazione, si è assistito a un boom di ragazzi albanesi minorenni che giungono in Italia per concludere il percorso di studi superiori facendosi prendere in carico delle Amministrazioni locali. L’insostenibile escalation del numero di minori provenienti dall’altro lato dell’Adriatico, a seguito delle indagini di polizia, ha portato all’apertura di procedimenti penali per il reato di truffa aggravata in danno dello Stato a carico di familiari e giovani “non accompagnati”.

I minori, infatti, arrivano in Italia a bordo di pullman turistici, accompagnati da parenti, amici, o addirittura dagli stessi genitori. Ma una volta oltrepassata la frontiera italiana gli adulti fanno ritorno in Albania mentre il ragazzino raggiunge la sua destinazione italiana.

Il giovane, in sostanza, simula uno stato di abbandono, in realtà fittizio. In questo modo è inserito nel sistema di tutela riservato ai “minori non accompagnati” (sistemazione in strutture di accoglienza e completamento del ciclo di studi), mentre la famiglia vive in Albania.

L’immigrazione minorile proveniente dall’Albania, cui i grandi flussi dall’Africa e dal Medioriente hanno tolto la “ribalta” dei media, resta ancora una delle voci principali che coinvolge le nostre strutture di accoglienza. Il primo posto di questa speciale classifica – dati aggiornati al 31 maggio 2017 – viene occupato dal Gambia (2.221 presenze), seguito da Egitto (2.123) e, sul podio, proprio l’Albania con 1.662 presenze.

Numeri cui anche la commissione d’inchiesta guarda con preoccupazione nonostante i passi avanti riconosciuti alle politiche sull’immigrazione in Italia. Nella relazione della commissione si mette in luce anche il numero crescente di minori che sono stati adescati e coinvolti dalle organizzazioni criminali per lo sfruttamento nell’economia sommersa, nel commercio sessuale e nella delinquenza comune, così come è anche risultato nel corso della missione dei parlamentari svolta presso l’Istituto Don Calabria di Verona.

Il direttore del centro, Alessandro Padovani, nell’auspicare una rapida soluzione in sede diplomatica, ha segnalato come primo possibile punto di partenza il procedimento di nullità delle dichiarazioni con le quali i genitori affidano i propri figli ad un estraneo, ad esempio l’autista dei pullman turistici che li portano in Italia.

(di Paolo Dallorso/ANSA)

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