Pyongyang minaccia: “A metà agosto quattro missili su Guam”

Pyongyang minaccia, a metà agosto 4 missili su Guam. EPA/KCNA EDITORIAL USE ONLY
Pyongyang minaccia, a metà agosto 4 missili su Guam. EPA/KCNA EDITORIAL USE ONLY

PECHINO. – Nella gara con gli Stati Uniti sul rialzo dei toni, della retorica e delle minacce, la Corea del Nord ribadisce non solo la volontà di sferrare l’attacco contro Guam, isola avamposto territoriale e militare Usa nel mar delle Filippine, ma anticipa che sta “seriamente” valutando il lancio “contemporaneo” di 4 missili a raggio intermedio Hwasong-12 per intimidire gli asset di Marina e Aeronautica americane.

Il piano è riassunto dal generale Kim Rak-gyom, a capo delle unità balistiche speciali dell’Esercito popolare di Corea, e prevede la sua completa definizione per metà agosto consegnando poi l’ordine di esecuzione nelle mani del leader Kim Jong-un. Il surreale dispaccio in inglese dell’agenzia Kcna fornisce una ricca e dettagliata serie di particolari: traccia la rotta dei missili che taglieranno i cieli delle prefetture giapponesi di Shimane, Hiroshima e Kochi per la traiettoria verso sud di “3.356,7 km in 1.065 secondi (quasi 18 minuti, ndr) prima di atterrare nei 30-40 km da Guam”.

La mossa vuole “interdire le forze nemiche sulle maggiori basi militari di Guam e mandare l’avvertimento cruciale agli Stati Uniti”, dopo il monito su “fuoco e furia” del presidente Donald Trump nel caso Pyongyang insista sulle minacce belliche verso Washington.

“Un dialogo sano non è possibile con una tale persona priva di ragione e solo una forza assoluta può funzionare con lui”, è il commento poco tenero del generale Kim Rak-gyom. La reazione dei Paesi vicini non s’è fatta attendere: la Corea del Sud ha riunito il Consiglio sulla sicurezza nazionale, promesso una “forte e risoluta reazione” agli attacchi del Nord insieme agli alleati (Usa in testa) e richiesto di interrompere le provocazioni e di tornare al tavolo negoziale ritenendo che il dialogo sia ancora possibile a patto che il Nord cooperi.

Il Giappone ha assicurato di poter intercettare e abbattere i missili che attraverseranno il suo spazio aereo nel viaggio verso Guam, ha detto in parlamento il ministro della Difesa Itsunori Onodera, appena rinominato. La mossa sarebbe un colpo alla forza di deterrenza degli Usa verso azioni ostili contro il Giappone, che, invece, potrebbe ricorrere al diritto di “autodifesa collettiva”, nell’interpretazione sposata dal parlamento pochi anni fa, mettendo in campo i sistemi antimissile Aegis.

Trump ha fatto il punto coi suoi collaboratori e il Pentagono ha riferito che “non c’è alcun segnale di attività imminenti da parte della Corea del Nord”. Guam, isola di 544 km quadrati e abitata da 162mila persone, dista circa 3.400 km da Pyongyang: ospita 7.000 militari, in gran parte di Marina e Aeronautica concentrati nella base Andersen, con il 36esimo stormo aereo rafforzato dai bombardieri strategici B-52 e B-1B, e dai sofisticati sistemi antimissile Thaad, finiti recente anche in Corea del Sud.

La Corea del Nord ha reagito con decisione alle nuove sanzioni decise dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu dopo i due lanci di vettori balistici intercontinentali dello scorso mese, di cui uno fatto il 4 luglio con l’uso di un Hwasong-14 nel giorno della festività americana dell’Independence Day.

Gli Usa, ha riportato il Washington Post in base a fonti d’intelligence, ritengono che Pyongyang controlli il processo per la miniaturizzazione di una bomba atomica, passaggio cruciale per assurgere a potenza nucleare. Secondo gli esperti, l’approccio minaccioso del Nord dovrebbe continuare a durare in vista delle manovre militari annuali alle quali Usa e Corea del Sud daranno vita a fine agosto, ma ritenute da Pyongyang come le prove di un attacco ai suoi danni.

La crisi Usa-Corea del Nord ha un impatto anche sui mercati: la Borsa di Tokyo è scivolata ai minimi degli ultimi due mesi e mezzo, l’indice Nikkei ha perso altri 8,97 punti.

(di Antonio Fatiguso/ANSA)