Supercoppa: ruggini di mercato e conti in sospeso, Juve-Lazio che sfida!

Pubblicato il 11 agosto 2017 da ansa

Supercoppa italiana, Juventus-Lazio

ROMA. – Ruggini di mercato, contrasti fra dirigenti e un’interminabile striscia bianconera fanno da sfondo alla sfida di Supercoppa Lazio-Juventus, che assegna domenica all’Olimpico il primo trofeo della stagione. Keita ‘balla’ tra le due squadre, si è promesso ai bianconeri che hanno tentato prima Milinkovic-Savic e poi De Vrij, ma Lotito vuole 30 milioni e non accetta compromessi.

Ma tra le due squadre, una volta alleate, da anni ci sono conti in sospeso. Lotito ha imposto la finale a Roma invece che a Pechino 2013 con grave danno economico per la Juve, poi ci sono stati i contrasti in Lega (e gli insulti a Marotta). La Juve ha reagito sul campo: se negli ultimi sei anni poche squadre hanno sorriso incontrandola, per la Lazio sono stati sangue, sudore e lacrime. Da quando c’è Max Allegri dieci incontri e dieci sconfitte in tre anni, comprese due finali di Coppa Italia e una Supercoppa, 20 gol subiti (5 di Dybala che ora avrà l’agognata maglia n.10) e uno solo segnato.

Un’inferiorità che si sta trasformando in un’ossessione e che male si accorda con gli ottimi campionati che la Lazio sta disputando: competitiva con tutti, ma non con la Juve. I campioni sono favoriti anche domenica, ma gli innesti di mercato incidono poco e la partenza di Bonucci non è indolore per gli assetti della difesa. Insomma, se c’è una crepa nella fortezza bianconera può essere trovata da Immobile e soci, autori di un precampionato impeccabile.

Il fattore Allegri (che festeggia i 50 anni) incide come un macigno nel dislivello Juve-Lazio, ma il gap ha cominciato ad acuirsi dopo lo scudetto del 2000 e le polemiche per il ko della Juve a Perugia sotto il diluvio. In campionato infatti la Lazio non batte la Juve da 14 anni, un 2-0 all’Olimpico del 6 dicembre 2003. Da allora la Juve è andata ko quattro volte ma solo in Coppa Italia: 2-0 nella finale 2004; due sconfitte per 2-1 nelle semifinali 2009; un 2-1 con finale sfumata il 29 gennaio del 2013.

In Supercoppa la Juve è alla sesta finale consecutiva con quattro vittorie, ma ha perso due delle ultime tre (ai rigori col Napoli e, nel dicembre scorso, col Milan). Sette i successi nella manifestazione che tocca quota 30 edizioni ed è ormai uno spot del calcio italiano. Da Maradona a Zidane, da Baggio a Del Piero, da Totti a Van Basten, da Sheva a Ibra, da Tevez a Higuain sono tanti i campioni che negli anni hanno lasciato il sigillo.

Nata nel 1988 la Supercoppa è anche formato esportazione: nove edizioni, sei delle ultime otto, si sono disputate all’estero. La scelta piu’ discussa e’ stata quella di Tripoli 2002 con il 2-1 della Juve sul Parma con doppietta di Del Piero. Nel 1989 si parte col 3-1 del Milan di Sacchi alla Samp, decide su rigore Van Basten. Nel 1990 il Napoli di Maradona travolge la Juve per 4-1. Nel 1994 il Milan si sbarazza della Samp 5-4 ai rigori. Mihajlovic prima segna e poi sbaglia il rigore decisivo. Nel 2000 la Lazio di Eriksson dà una lezione all’Inter di Lippi, 4-3.

Un’altra Supercoppa da incorniciare è quella del 2003 a New York: la Juve batte il Milan 6-4 ai rigori dopo un cucchiaio di Pirlo e un errore di Brocchi. Scricchiola la Juve di Capello prima di calciopoli perdendo 1-0 nel 2005 con l’Inter che conquista sette finali e quattro vittorie. Nel 2006 la Roma di Spalletti ammutolisce San Siro con tre gol in 34′, poi l’Inter rimonta 3-3 e vince con Figo.

A Pechino 2009 il dream team di Mourinho viene infilato 2-1 dalla Lazio, nel 2011 il Milan di Allegri vince a Pechino il derby. Poi c’e’ la velenosa sfida 2012 a Pechino: Napoli in vantaggio 2-1 e raggiunto da un rigore dubbio. Espulsi Pandev, Zuniga e Mazzarri e Juve che vince ai supplementari. Ai rigori dopo due anni la vendetta con doppietta di Higuain. Poi tocca a Mandzukic e Dybala riportare il trofeo a Torino contro la Lazio. Nel dicembre scorso a Doha il Milan batte la Juve ai rigori confermando che in Supercoppa la sorpresa è dietro l’angolo.

Ultima ora

15:03Consip: interdizione da funzione per Scafarto e Sessa

(ANSA) - ROMA, 12 DIC - Interdizione di un anno dall'esercizio di pubblici ufficiali dei carabinieri ed una nuova accusa, questa volta di depistaggio per il maggiore dei carabinieri Gian Paolo Scafarto e per il colonnello Alessandro Sessa, indagati nell'ambito dell'inchiesta della procura di Roma su Consip. L'ha disposta il gip Gaspare Sturzo su richiesta del procuratore aggiunto Paolo Ielo e del sostituto Mario Palazzi. Per Scafarto, già indagato per falso e rivelazione del segreto d'ufficio, è scattata anche l'ipotesi di depistaggio. Stessa ipotesi per Sessa, già iscritto sempre per depistaggio in relazione alle false dichiarazioni rese al pm. La nuova accusa di depistaggio si riferisce all'eliminazione delle comunicazioni intercorse tra i due al fine di sviare, secondo l'accusa, le indagini della procura sulla fuga di notizie riguardanti l'inchiesta a suo tempo aperta a Napoli su Consip.

15:01Coni: Lotti, ‘Limite mandati? Solo polemiche sterili’

(ANSA) - ROMA, 12 DIC - "Sul limite dei mandati un favore a Malagò? Non rispondo alle polemiche sterili". Il ministro per lo Sport, Luca Lotti, risponde così alle polemiche innescate dalle modifiche all'emendamento della legge di Stabilità sull'innalzamento a tre del limite dei mandati. "Noi per tre anni abbiamo discusso in Parlamento di mettere finalmente un limite ai mandati: tutti parlano, noi lo abbiamo fatto e ora siamo alla parte finale", sottolinea Lotti a margine dell'incontro con la nazionale di basket Fisdir alla Sala Monumentale della presidenza del Consiglio dei ministri. "In Senato - conclude il ministro - è in discussione l'ultima lettura per l'approvazione, che è ciò che tutte le forze politiche chiedono da qualche anno. Non so come andrà a finire la discussione, ma le polemiche sono sterili e stanno a zero. Noi vogliamo riorganizzare i mandati delle federazioni, punto. Se esisterà un modo per farlo nella Finanziaria lo faremo, altrimenti speriamo nella calendarizzazione".

14:57Doping: 200 atleti russi possono andare ai Giochi

(ANSA) - MOSCA, 12 DIC - Sono oltre 200 gli atleti russi che potrebbero potenzialmente partecipare alle Olimpiadi invernali di PyeongChang 2018, ma spetta al Cio decidere chi potrà prendere parte ai Giochi: lo ha detto il presidente del Comitato olimpico russo Aleksandr Zhukov.

14:53Ciclismo: Navardauskas risale in bici,è ideoneo all’attività

(ANSA) - ROMA, 13 DIC - Ramunas Navardauskas è stato riaggregato al team Bahrain-Merida, che sta svolgendo la preparazione a Hvar (Croazia). Dopo essere stato sottoposto a un intervento chirurgico, per un'aritmia cardiaca, il lituano è stato ritenuto ideoneo dal dott. Carlo Guardascione, medico della squadra. "Dopo il trattamento di ablazione a Monaco di Baviera a settembre, Navardauskas ha ottenuto l'idoneità fisica per l'attività agonistica il 2 dicembre, a Torino. Durante i test non si sono verificate aritmie o problemi cardiaci, quindi non dovrà seguire alcuna terapia specifica. È al 100% e capace di allenarsi con i compagni". Il corridore ha già raggiunto il ritiro croato, dove è apparso smanioso di tornare in bici. "Sono grato per il supporto del mio team e del personale medico perché, senza di loro, la situazione sarebbe stata molto diversa - ha detto il corridore -. Sono tornato in sella e sono contento". Secondo Gorazd Stangelj, ds del Bahrain-Merida, Navardauskas potrebbe partecipare al Tour Down Under, un Australia.

14:52Calcio: Milan, atteso confronto con Donnarumma

(ANSA) - MILANO, 12 DIC - Nelle prossime ore atteso un confronto fra la dirigenza del Milan e Gianluigi Donnarumma, il portiere che secondo il Corriere della Sera, attraverso il proprio entourage, ha inviato alla società un documento in cui sostiene di essere stato oggetto di pressioni psicologiche, firmando in estate senza la necessaria serenità il rinnovo di contratto fino al 2021, da oltre 5 milioni di euro di ingaggio. I dirigenti hanno intenzione di affrontare il tema con il giocatore cercando di capire se qualcosa non funziona ma partendo dal presupposto che Donnarumma è inamovibile, gode della massima fiducia, ha un contratto che va rispettato, è parte dell'asse portante su cui Rino Gattuso sta costruendo il suo Milan, e non è sul mercato, verranno prese in considerazioni solo eventuali offerte clamorose. Secondo quanto filtra, negli ambienti rossoneri la mossa legale dell'agente del portiere, Mino Raiola, è vista come un tentativo di creare instabilità. L'annullamento del contratto è solo uno degli scenari possibili.

14:46Figc: Gravina, noi con Tommasi? Non lo so

(ANSA) - ROMA, 12 DIC - "Tommasi candidato alla presidenza della Federcalcio? Damiano è una persona straordinaria, ma non so se la Lega Pro può sostenere una candidatura di questo tipo". Il presidente della Lega Pro Gabriele Gravina commenta così l'ipotesi della candidatura di Damiano Tommasi, numero uno dell'Associazione calciatori, alla presidenza della Federcalcio in occasione delle elezioni in programma il prossimo 29 gennaio. "Votano le società e non io - ha spiegato Gravina a margine del premio Andrea Fortunato - Il 18 dicembre avremo un'assemblea a Firenze e sfioreremo questo problema, ci incontreremo e ne parleremo. Noi siamo alla ricerca della soluzione con il più ampio consenso possibile: è quello che chiede il Coni, quello che chiede chi ama il calcio italiano ed è quello che chiediamo noi come dirigenti. Il problema è capire quanto riesce ad aggregare una componente (l'Aic, ndr) che per un passaggio storico e culturale ancora non viene vissuta trasversalmente da tutto il mondo del calcio".

14:38Morto in culla a 2 mesi, prime risposte da autopsia

(ANSA) - CAGLIARI, 12 DIC - Sarà eseguita domani, al Policlinico di Monserrato (Cagliari), l'autopsia sul corpicino del neonato di due mesi morto nella sua culla a Sant'Antioco, nel Sulcis Iglesiente. L'esame è stato disposto dal sostituto procuratore di Cagliari Gaetano Porcu, che ha chiesto al medico legale Nicola Lenigno di scoprire le cause del misterioso decesso. Ieri sera i genitori si erano accorti che il bimbo aveva smesso di respirare: hanno subito chiamato il 118, ma i soccorritori una volta giunti sul posto hanno potuto solo constatarne il decesso. La magistratura non formula ancora ipotesi, ma la Procura del capoluogo sardo ha chiesto al proprio esperto di scoprire le condizioni di salute del piccolo al momento prima della morte e le eventuali cause. Già esclusa la morte violenta o imputabile a terzi, l'ipotesi più accreditata resta quella di una disgrazia, la classica morte in culla, ma solo l'autopsia potrà dare risposte certe. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri della stazione di Sant'Antioco che hanno già notificato una informativa al magistrato. (ANSA).

Archivio Ultima ora