Wwf, elefanti in calo ma bando su avorio in Cina funziona

Wwf, elefanti in calo ma bando su avorio in Cina funziona
Wwf, elefanti in calo ma bando su avorio in Cina funziona

ROMA. – Ogni anno il bracconaggio uccide tra i 20.000 e i 30.000 elefanti africani a causa del commercio illegale di avorio, alimentato dalla criminalità organizzata globale e incrementato dalla grande domanda proveniente dai Paesi asiatici. Solo negli ultimi dieci anni, gli elefanti africani sono diminuiti di oltre il 20%.

Lo ricorda i Wwf in occasione della Giornata mondiale dell’elefante che si celebra il 12 agosto, evidenziando però che dalla Cina arrivano buone notizie sul commercio dell’avorio. Accanto ai numeri drammatici del bracconaggio – ogni 25 minuti un elefante viene ucciso in Africa illegalmente – il Wwf segnala un punto a favore della specie come effetto delle misure di controllo del mercato di avorio.

Insieme all’organizzazione Traffic pubblica il rapporto “Revisiting China’s ivory market in 2017” dal quale emerge che dopo l’annuncio di fine 2016 della Cina del divieto di commercio domestico d’avorio entro la fine del 2017, il numero di prodotti di avorio destinati al mercato – sia legali che illegali – è già diminuito nel Paese insieme a un crollo dei prezzi.

“Sebbene rimangano alcune sfide per l’attuazione”, dichiara il Wwf, “questi dati sono molto incoraggianti. Sembra che il bando di avorio sia finalmente entrato in pista”. I ricercatori hanno analizzato i prezzi per gli oggetti in avorio a inizio 2017 riscontrando una differenza significativa mercati legali e illegali.

Nel mercato legale, il prezzo medio di bacchette in avorio era di 542 dollari, mentre nel mercato illegale era di 153 dollari per paio. Rispetto al 2012, aggiungono, il prezzo medio delle bacchette nel mercato illegale è diminuito del 57%. Anche il prezzo dell’avorio grezzo è fortemente crollato negli ultimi anni: a Pechino di circa il 20-25% tra il 2015 e il 2016 e del 50% nel 2017.