Migranti, Minniti: “Vedo la luce alla fine del tunnel”

Pubblicato il 15 agosto 2017 da ansa

Migranti: Minniti, vedo luce alla fine del tunnel

ROMA. – “Siamo ancora sotto il tunnel, che è lungo, ma per la prima volta io incomincio a vedere la luce”. Fa mostra di ottimismo il ministro dell’Interno Marco Minniti nella tradizionale conferenza stampa di Ferragosto, affrontando la questione spinosa del fenomeno migratorio. Dalla sua ci sono i dati che danno un calo annuo percentuale degli sbarchi poco superiore al 4%, ma soprattutto il dimezzamento degli arrivi nel mese di luglio (23.552 del 2016 agli 11.459 del 2017) e un possibile risultato migliore ad agosto, dove per ora la contrazione è del 73 % (da 7.733 a 2.080).

Ma più che i numeri ottenuti Minniti rivendica la strategia seguita. Il fenomeno dei flussi migratori “è epocale. Per questo ci siamo dati l’obiettivo di governarli. E per farlo era molto importante intervenire sull’altra parte del Mediterraneo. Ci siamo concentrati sulla Libia, sembrava molto difficile, ma oggi sembra che inizi a muoversi qualcosa”.

E all’Unione europea il titolare del Viminale chiede di fare di più: come è stato per i Balcani, anche nel “Mediterraneo centrale e occidentale l’Europa deve affrontare la sfida unita e mettendo in campo risorse adeguate perché si è dimostrato che attraverso una azione coordinata è difficilissimo ma non impossibile governare i flussi dei migranti”.

Sul controllo delle acque territoriali libiche si sono fatti “passi in avanti” e ora va rafforzata la vigilanza sul confine Sud della Libia, dal quale passano trafficanti di essere umani e domani forse anche quei foreign fighters di ritorno dai territori che l’Is sta perdendo. Obiettivi su cui c’è il pieno impegno dell’Italia che vuole lanciare una forte iniziativa internazionale a partire dal 28 agosto, quando a Roma si svolgerà una riunione dei ministri dell’Interno dei paese africani che confinano con il sud della Libia.

“Salvezza in mare su cui l’Italia non si ritira e impegno umanitario in Libia” sono i capisaldi indicati dal ministro, che definisce un “assillo” suo personale e dell’Italia il rispetto dei diritti umani dei migranti che vengono riportati in Libia. E ricorda che sul piano dell’accoglienza l’Ue e l’Italia hanno messo in campo 200 milioni di euro. Soldi che vanno impegnati “per la tutela delle persone che sono lì”. Un terreno questo su cui “si può costruire un rapporto positivo con le Ong”.

Rispetto al rischio che ci siano più morti tra i migranti nel Mediterraneo per effetto del codice di condotta proposto dall’Italia alle Ong ventilato da un’esperta Onu, Agnes Callamard, Minniti ricorda che il codice è stato approvato sulla base di una risoluzione unanime del Parlamento. Quanto alle Ong, “rispettiamo chi non ha firmato. Crediamo ci debba essere rapporto di fiducia tra il dispositivo di sicurezza e le Ong. Pensiamo che questo rapporto debba andare avanti per il salvataggio di persone nel Mediterraneo centrale”.

E a chi gli fa notare le critiche che arrivano da sinistra alle sue posizioni replica: “i flussi migratori non governati minacciano la tenuta sociale e democratica dell’Italia. Questa è la mia politica”, dice ribadendo che sicurezza dei cittadini e accoglienza sono i due pilastri da tenere insieme.

L’incontro con i giornalisti avviene al termine del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza pubblica. Ed è l’occasione per un bilancio anche su questi temi: la situazione dell’ordine pubblico è “tranquilla”, dice Minniti, citando dati che segnalano il calo dei delitti nel loro complesso (-12%) e di omicidi, rapine e furti e dei femminicidi. Sul piano del contrasto al terrorismo islamico il ministro rivendica l’aumento dell’81% delle espulsioni per ragioni di sicurezza.

Mentre per arginare il fenomeno degli incendi che sono aumentati del 70%, più di mille al giorno, spiega, si punta anche all’uso delle nuove tecnologie. Minniti annuncia anche un appuntamento internazionale: un G7 dei ministri dell’Interno si terrà a ottobre “come passaggio di testimone dall’Italia al Canada”.

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