La crescita si consolida, Pil di metà anno al top dal 2011

ROMA. – L’Italia cresce da 10 trimestri consecutivi e a passo più sostenuto del previsto, tanto da avere centrato già a metà anno le previsioni del governo. A certificare l’andamento positivo dell’economia italiana la stima preliminare dell’Istat, che vede una crescita dello 0,4% nel trimestre che diventa 1,5% rispetto allo stesso periodo del 2016, al top da 6 anni. Si tratta, però, del risultato più basso dell’Eurozona, dove il Pil segna +0,6% rispetto al trimestre precedente e +2,2% su base annua.

Esecutivo e maggioranza esultano, a partire dal premier Paolo Gentiloni, che vede nei numeri oltre le attese la “base per rilanciare economia e posti di lavoro”. E se il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan vede il “tasso di crescita più sostenuto dall’inizio della crisi” e dà merito al governo che si è saputo muovere “con coerenza” lungo il “sentiero stretto” tra consolidamento dei conti e sostegno alla ripresa, il segretario Pd Matteo Renzi non perde l’occasione per dettare l’agenda della prossima legislatura: disoccupazione sotto il 10%, quella giovanile dimezzata e Pil che cresce al ritmo del 2%.

Per ritrovare un Pil tendenziale più alto, spiegano all’istituto di statistica, bisogna risalire al primo trimestre del 2011, quando l’incremento era stato del 2,1%. Certo, il livello del prodotto rimane ancora oltre 6 punti percentuali sotto i livelli pre-crisi, ma si tratta comunque di un tasso crescita “consistente e persistente”.

A spingere l’economia tra aprile e giugno hanno contribuito soprattutto, questa volta in uguale misura, l’industria e i servizi, il cui dato sarà diffuso il 30 agosto. Buono anche l’andamento della domanda interna (al lordo delle scorte) mentre si è registrato un limitato contributo negativo della componente estera netta.

Il dato, ricorda però l’Istat, è destagionalizzato e corretto per gli effetti di calendario, con il secondo trimestre che ha avuto 3 giornate lavorative in meno del primo (l’intero 2017 avrà invece 2 giornate lavorative in meno). E’ possibile quindi che lo 0,4% possa essere leggermente rivisto il primo settembre, quando arriveranno i dati sui conti economici del secondo trimestre.

In ogni caso alla luce del rialzo delle stime dei primi sei mesi dell’anno le previsioni di crescita degli analisti è di una revisione a +1,4% per l’intero 2017, in linea con i rialzi già annunciati dal Fmi (+1,3%) e dalla Banca d’Italia (+1,4%). Anche il governo potrebbe a questo punto rivedere con più ottimismo i risultati del 2017, ma per avere certezza del rialzo della stima bisognerà attendere la nota di aggiornamento al Def, attesa entro il 27 settembre.

E se le opposizioni respingono come ingiustificata la soddisfazione della maggioranza visto che l’Italia rimane fanalino di coda in Ue, come sostengono da Lega a Fi a Fratelli d’Italia, i ministri rivendicano invece l’azione dei mille giorni, con il sottosegretario Maria Elena Boschi che sottolinea che nonostante le critiche arrivate ogni giorno “la direzione era quella giusta” e il titolare degli Esteri Angelino Alfano che si prende il merito di avere garantito quella “stabilità” che ha consentito all’esecutivo di lavorare.

Di dati “incontestabili” che segnalano “un’inversione strutturale” parla anche il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, chiedendo adesso di guardare al lavoro e ai giovani. Proprio a incentivi mirati per le assunzioni stabili dei più giovani andranno, assicura Padoan, le “scarse risorse” a disposizione per la manovra.

(di Silvia Gasparetto/ANSA)

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