Orlando gioca la “carta Palermo”: la sinistra dice no a Alfano

Leoluca Orlando al voto a Palermo, 11 giugno 2017. ANSA/MIKE PALAZZOTTO
Leoluca Orlando al voto a Palermo, 11 giugno 2017. ANSA/MIKE PALAZZOTTO

ROMA. – Il ‘modello Palermo’ che ha portato all’elezione di Leoluca Orlando a sindaco di Palermo non potrà essere replicato per le elezioni regionali di novembre. A fare da intermediario tra le varie ‘anime’ del centrosinistra è stato lo stesso primo cittadino palermitano che in una riunione mattutina con una delegazione di Sinistra Italiana e Mdp ha tentato di giocare proprio la ‘carta’ Palermo per arrivare ad una mediazione che consentisse di ricreare un’alleanza che comprendesse anche i centristi di Angelino Alfano.

Un tentativo però che si è scontrato con il muro sollevato dagli esponenti della sinistra, indisponibili ad un’intesa con Ap. La richiesta lasciata sul tavolo del sindaco di Palermo è quella di un “progetto che abbia al centro il civismo democratico” e soprattutto che segni “una netta discontinuità dal governo Crocetta”.

Sia Mdp che i dirigenti di Si sono invece disponibili ad aprire un confronto sulla candidatura di Fabrizio Micari, rettore dell’università di Palermo e profilo che non dispiace allo stesso Orlando. Il niet dei partiti più a sinistra del Pd lascia indifferenti i centristi.

La prossima settimana sarà reso ufficiale il nome del candidato di Area Popolare per la guida di palazzo D’Orleans: “Lavoriamo per aggregare moderati e riformisti”, fa sapere Giuseppe Castiglione, coordinatore del partito di Alfano sull’isola e uomo della trattativa tra i centristi e gli ambasciatori di Pd e Forza Italia. L’accordo con i Dem sarebbe ormai in fase più che avanzata, mentre la situazione nel centrodestra sembra ancora complicata.

Nonostante l’appello all’unità di tutte le forze “che si riconoscono nel Ppe” lanciato dal leader di Cantiere Popolare Saverio Romano e la speranza del coordinatore di Forza Italia Gianfranco Miccichè di chiudere un’intesa in extremis con i centristi, tra gli azzurri ormai non si fa mistero che l’accordo con Ap non si farà: “E’ giunto il tempo di fare chiarezza. Occorre definire il programma per la Sicilia e costruire il nuovo governo con la gente”, è la richiesta di Vincenzo Figuccia.

“Alfano – osserva – ormai è come Godot. Non verrà mai con noi nè tantomeno la gente lo vuole”. Per il partito di Silvio Berlusconi le opzioni sul tavolo restano due: convergere su Nello Musumeci, già in corsa con il sostegno di Lega e Fratelli d’Italia e per nulla intenzionato a fare passi indietro. Oppure sostenere ufficialmente Gaetano Armao, leader di Sicilia Nazione che ha tra i suoi sponsor lo stesso Miccichè.

Chi invece è già da tempo in campagna elettorale è il Movimento Cinque Stelle. I grillini, dopo la pausa ferragostana, si preparano a riprendere il loro tour in giro per l’isola. Con Giancarlo Cancelleri ci saranno i due big Alessandro di Battista e Luigi di Maio. E proprio il vice presidente della Camera – nell’annunciare la ripresa della campagna elettorale – si lascia andare all’ironia: “Il MoVimento 5 Stelle ha già scelto il candidato alla presidenza della Regione, ha presentato il programma e composto le liste. Manca solo una cosa: gli avversari…”.

(di Yasmin Inangiray/ANSA)