Ferrer: “Quelle firme non sono mie”

Pubblicato il 17 agosto 2017 da redazione

Tareck William Saab, Procuratore Generale “ad interim”

Caracas.- La risposta è arrivata a stretto giro di posta. Il deputato “chavista” Germán Ferrer ha reagito alle accuse mossegli da Diosdado Cabello, membro dell’Assemblea Costituente, e da Tareck William Saab, promosso dall’Anc a Procuratore Generale “ad interm” in sostituzione della Procuratrice destituita, Luisa Ortega Dìaz.
Ferrer, marito di Ortega Dìaz, ha scritto in un messaggio pubblicato sul sito “Punto de Corte”:
“Come tutti i neofascismi, questo governo ha ormai perso ogni senso della vergogna”.
– Quelle firme non sono mie e non resistono la minima prova di verosimiglianza – ha dichiarato al giornalista Vladimir Villegas in conversazione telefonica -. Sfido il Procuratore a confrontare quello che ha presentato con una mia firma originale, lo sfido a sottoporre le firme nei documenti presentati ad un’analisi grafologica.

Il deputato German Ferrer e la moglie Luisa Ortega Díaz, Procuratrice Generale destituita dall’Assemblea Costituente

Germán Ferrer, nel mirino dell’Anc giacché marito dell’ex Procuratrice che ha accusò tempo fa governo e Tribunale Supremo di Giustizia di aver promosso un “golpe rientrato solo parzialmente”, è uno dei tre deputati che, ritiratisi dalla frazione parlamentare “chavista” minoritaria, hanno costituito la “frazione parlamentare socialista”. Per il momento, il deputato, dopo la decisione della Corte di autorizzarne l’arresto e di chiedere all’Anc la sospensione dell’immunità parlamentare, si è reso uccel di bosco.
Anche in questa occasione, la decisione del Tsg, presa su richiesta del Procuratore “ad interim”, è arrivata nella notte. Il Procuratore Saab, che oggi occupa il posto che era di Luisa Ortega Dìaz, ha sostenuto che il deputato Ferrer sarebbe stato sorpreso in flagranza di reato e lo ha accusato di corruzione, estorsione, associazione a delinquere e riciclaggio; di essere a capo di “una mafia dell’estorsione” che operava all’interno della Procura: ricattava persone che erano sotto inchiesta.
L’Alta corte, dal canto suo, ha ritenuto che trattandosi di un delitto flagrante, non era necessaria una udienza preliminare per autorizzarne l’arresto.

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