La Costituente assume le funzioni del Parlamento

Pubblicato il 18 agosto 2017 da redazione

CARACAS.- Il Parlamento controllato con una maggioranza di due terzi dai deputati del Tavolo dell’Unità Democratica e votato da oltre 14 milioni di venezuelani, non ha più poteri. Con un decreto l’Assemblea Costituente, fortemente voluta dal presidente della Repubblica, Nicolás Maduro, ne assume tutte le funzioni e tutti i poteri. E così, come si temeva, dopo la Procura, anche l’Assemblea Nazionale, che si era rifiutata di assoggettarsi alla Costituente, è stata cancellata con un colpo di spugna. E’, stando agli esperti in materia, la cronaca di una morte annunciata.
La decisione è stata adottata all’unanimità dai 545 integranti della Costituente. Il decreto approvato permetterà alla Costituente di “assumere tutte le funzioni per legiferare su materie direttamente collegate con la garanzia della pace, della sicurezza, della sovranità e dei sistemi socio-economico e finanziario, delle proprietà dello stato e dei diritti dei venezuelani”.

Delcy Rodriguez, presidente dell’Assemblea Nazionale Costituente

Immediatamente dopo l’approvazione del decreto, il presidente della Costituente, Delcy Rodríguez, ha commentato:
– Non permetteremo più altre distorsioni del potere per attentare allo Stato venezuelano. Questa Costituente è arrivata per mettere ordine in questo Paese.
L’ex ministro degli Esteri, ora a capo dell’Assemblea Costituente, ha precisato che il Parlamento “non è stato sciolto”.
La decisione della Costituente, che fa seguito a quella presa nei confronti della Procura e che non ha sorpreso gli analisti politici, permette al governo del presidente Maduro di eliminare ogni possibile opposizione politica e di governare in piena libertà, come d’altronde già faceva grazie alle sentenze del Tribunale Supremo di Giustizia. La Procura e il Parlamento erano due sassolini nella scarpa, due poteri scomodi che si opponevano al governo. Il Parlamento si era rifiutato di assoggettarsi a un potere, quello della Costituente, che non ha mai riconosciuto legittimo.
“Non ci presenteremo dinnanzi a questa menzogna e continueremo a lavorare senza sosta per il recupero dell’ordine costituzionale e delle elezioni libere – si legge in una lettera aperta della presidenza – Abbiamo il dovere di stare dalla parte della Costituzione e degli oltre 14 milioni di venezuelani che ci hanno eletto come legittimi rappresentanti della sovranità popolare”.
Dal canto suo, Delcy Rodríguez ha accusato il Parlamento di lavorare per un unico obiettivo: rimuovere il presidente della Repubblica; un obiettivo, questo, che l’Opposizione non ha mai negato. D’altronde, lo scorso anno fu uno dei promotori del Referendum revocatorio negato dal Consiglio Nazionale Elettorale.
La decisione dell’Assemblea Nazionale Costituente è stata interpretata all’estero come un altro tassello per consolidare il governo del presidente Maduro e la sua vocazione autoritaria.

Luis Almagro, Segretario Generale dell’Osa

Luis Almagro, Segretario Generale dell’Organizzazione degli Stati Americani, appresa la notizia ha immediatamente dichiarato che il governo avanza acceleratamente verso il potere assoluto.
Almagro ha ricordato che l’Assemblea Nazionale è stata eletta dalla stragrande maggioranza dei venezuelani e ha insistito nell’affermare che l’azione della Costituente è illegittima. Ha chiesto una riunione urgente del Consiglio Permanente Straordinario dell’Organismo per affrontare un unico tema: la crisi istituzionale venezuelana.

Il vice-presidente del Parlamento, Freddy Guevara

Dal canto suo, Freddy Guevara, vicepresidente del Parlamento, ha reiterato che il Parlamento solo si deve alla Costituzione e ha citato gli articoli 333 e 350 che segnalano che tutti i cittadini hanno il dovere di difendere la costituzione e di disobbedire a chiunque voglia ignorarla.
Il presidente del Parlamento, Julio Borges, ha dichiarato d’aver ricevuto una telefonata dal presidente dell’Unione Interparlamentare Mondiale, Hossain Showdhury. Questi gli avrebbe manifestato preoccupazione e solidarietà.
L’ex presidente del Costa Rica, Laura Chinchilla, dal canto suo, ha commentato preoccupata che “con questo decreto si elimina l’ultimo vestigio di democrazia che ancora restava in Venezuela”.
– L’Osa dovrà riunirsi – ha detto l’ex presidente – e i governi dovranno definitivamente rompere relazioni diplomatiche e applicare sanzioni severe.

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