Aeropostal non volerà più?

CARACAS – Non è ancora ufficiale ma, stando a voci di corridoio sempre più insistenti, la compagnia aerea venezuelana Aeopostal, con oltre mille 200 impiegati, avrebbe chiuso definitivamente ogni operazione commerciale. In altre parole, anche se la linea aerea non ha dichiarato fallimento, la sua uscita dal mercato, se dovessero trovare conferma le indiscrezioni, non potrebbe interpretarsi altrimenti.
Che l’acuta crisi economica che vive il Paese e la mancanza di valuta rendessero la vita assai difficile alle linee aeree nazionali è “vox populi”. Gli incrementi nei costi dei biglietti, la riduzione delle rotte, i continui ritardi, la mancanza di valuta per acquistare i pezzi di ricambio, sono tra le principali ragioni della crisi che vive l’aviazione commerciale venezuelana. Le linee aeree sono costretti, per operare con efficienza ed assicurare la sicurezza all’utenza, a reperire i pezzi di ricambio da altri aerei in peggiori condizioni. E’ così si riduce il numero di aeromobili in attività, il numero delle frequenze e anche delle rotte. Una catena di eventi che, alla fine, conducono irrimediabilmente alla chiusura delle operazioni commerciali come accaduto a Aeropostal.
Con il fallimento di Aeropostal, che mette allo scoperto la crisi del settore, perdono il posto di lavoro oltre mille 200 impiegati sparsi in tutto il Venezuela..