Yellen critica Trump: “Non toccare la riforma di Wall Street”

EPA/SHAWN THEW
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NEW YORK. – Janet Yellen difende la riforma di Wall Street, e respinge seccamente l’approccio del presidente Donald Trump e del Congresso a maggioranza repubblicana per un allentamento delle regole. ”Le riforme adottate con la crisi hanno reso il sistema finanziario sostanzialmente più sicuro” e lo hanno fatto senza compromettere la crescita e l’erogazione di prestiti, dice Yellen scegliendo il palco di Jackson Hole per lanciare il suo attacco indiretto al presidente americano.

Un attacco che rischia di ‘costarle’ il posto: è sembrato infatti più un canto del cigno che un’audizione per un posto di lavoro. Il mandato di Yellen scade il 3 febbraio e Trump ha già detto che in corsa per la presidenza della banca centrale ci sono altri candidati, fra i quali il suo consigliere economico ed ex presidente di Goldman Sachs, Gary Cohn.

Ripercorrendo la crisi, dal 2008 a oggi, Yellen apre a modifiche ”modeste” e non strutturali delle norme in vigore. E respinge punto per punto le critiche di Trump e dei repubblicani alla riforma di Wall Street, definita dal presidente americano un ”disastro” per la sua invasività nell’economia. ”Le riforme adottate hanno aumentato la resistenza del sistema senza limitare la disponibilità di credito o la crescita” spiega davanti ai banchieri centrali di tutto il mondo, incluso il presidente della Bce Mario Draghi.

”Gli stress test hanno contribuito a significativi miglioramenti nella gestione del rischio” aggiunge. Poi invita a non dimenticare la crisi del 2008 e i danni che ha causato. ”Per alcuni i ricordi stanno svanendo” ammonisce. ”Non possiamo essere sicuri che non ci saranno nuove crisi” ma se ”ci ricordiamo i danni” che l’ultima ha creato e ”agiamo di conseguenza, possiamo sperare che il sistema finanziario e l’economia sperimenteranno meno crisi e recupereranno più velocemente, risparmiando le famiglie e le aziende dalle difficoltà” di dieci anni fa.

L’intervento di Yellen segue la pubblicazione di un rapporto di 147 pagine del Tesoro americano in cui si chiedono modifiche nella frequenza e nella severita’ degli stress test, un allentamento dei requisiti di capitale e una revisione della Volcker Rule che vieta alle banche scommesse speculative con il proprio capitale.

Il presidente della Fed si mostra tutto sommato ottimista: al momento non ci sono rischi o bolle sui mercati, anche se – ammette – ”prima o poi” riemergeranno rischi per l’eccessivo ottimismo e il leverage. La Fed, assicura Yellen, non molla e continua a monitorare, anche se l’economia ha fatto passi avanti e ci sono stati ”sostanziali progressi” verso il raggiungimento del doppio mandato della Fed della massima occupazione e della stabilità prezzi. Un tono che sembra confermare la tabella di marcia per un avvio ”a breve”, forse già a settembre, del processo di riduzione del bilancio e per un altro rialzo, probabilmente a dicembre, dei tassi di interesse.