Scossa di 3.5 a Caldarola. Il sindaco: “La gente è esasperata”

CALDAROLA (MACERATA) - demolizioni e rimozione macerie.
CALDAROLA (MACERATA) – demolizioni e rimozione macerie.

CALDAROLA (MACERATA). – La terra continua a tremare nel Maceratese, con nuove scosse di terremoto ad un anno dal primo devastante sisma del 24 agosto 2016. La più forte, di magnitudo 3.5, è stata registrata oggi alle 17.32 a Caldarola, preceduta da due terremoti di magnitudo 3.3 e 2.5 in mattinata. E movimenti sismici minori, tutti attorno ai 2-3 gradi Richter interessano da settimane tutto il versante che va da Visso a Ussita, da Montecavallo a Fiordimonte, da Cessapalombo a Camporotondo di Fiastrone.

Non ci sono stati danni ulteriori, ma, dice il sindaco di Caldarola Luca Giuseppetti, ”la gente è esasperata”, vive tra paura e scoraggiamento, per una ricostruzione troppo lenta a partire. ”Ieri – racconta – ho dovuto chiamare i carabinieri perché alcune persone non accettavano nemmeno che abbattessimo un albero per il cantiere delle Sae”. I media poi si ”disinteressano” di questi borghi, e il timore di Giuseppetti è che ”zero visibilità” corrisponda a ”zero potere” ai tavoli in cui si decide il futuro.

“Con tutto il rispetto – osserva – non si può parlare solo di Norcia e Amatrice”. ”Noi qui, mi scusi l’espressione, siamo con il ‘c… per terra’ e se non velocizziamo gli interventi per la rimozione delle macerie, la ripresa dell’economia e il recupero dei beni culturali siamo finiti”.

A Caldarola si stanno montando 41 casette, che saranno consegnate ad altrettante famiglie entro il 10 ottobre; altre 63 ”dovremmo riuscire a consegnarle entro dicembre”. ”Negli alberghi della costa – racconta il sindaco, a sua volta terremotato – ho ancora 170 persone, altre 350 sono tornate in paese, ma mille abitanti li ho ancora sparsi fuori Caldarola”.

Qualche attività produttiva ha riaperto i battenti, c’è l’appalto per il nuovo centro commerciale, e i lavori ”cominceranno a settembre”, ma la viabilità è ancora compromessa e la rimozione delle macerie ”ha riguardato solo la vecchia scuola e i resti di alcune abitazioni di via Roma, la via principale”.

C’è poi il problema del nuovo Municipio, destinato a sostituire quello inagibile: ”la Regione Emilia Romagna ci ha messo a disposizione 500 mila euro, ma la mia Regione, le Marche, non ha ancora autorizzato l’esproprio dell’area per la lottizzazione”. Quanto al cambio di governance del post sisma, Giuseppetti spera che si dia ”più potere alle Regioni e ai sindaci”, che conoscono i territori.