Under 30 occupati crescono, ma l’Italia è penultima nell’Ue

Lavoro: crescono gli occupati.
Lavoro: crescono gli occupati.

ROMA. – Il lavoro per i giovani italiani resta un miraggio anche se la situazione è leggermente migliorata rispetto al picco negativo del 2014. Nel 2016 – secondo gli ultimi dati Eurostat – in Italia era occupato solo il 29,7% delle persone tra i 15 e i 29 anni, oltre un punto in più rispetto al 2015, ma un dato a una distanza ancora siderale dalla media europea (48,2%), che conferma, come ribadito dalla Confindustria, la necessità di una rapida scossa.

La decontribuzione introdotta dal Governo per le assunzioni a tempo indeterminato fatte nel 2015 (e poi in misura ridotta per il 2016) ha probabilmente avuto un effetto sulla lieve ripresa dell’occupazione dei giovani. L’Italia nel 2016 comunque fa meglio solo della Grecia (28,6%) mentre la Germania ha una percentuale di occupati tra i giovani del 58,2%.

La situazione si aggrava se si guarda alla fascia dei 25-29 anni ovvero quella nella quale, finiti gli studi, si dovrebbe entrare nel mondo del lavoro. In questa fascia in Italia lavora solo il 53,7% dei giovani, in crescita dal 52,2% del 2015, mentre nell’Ue lavora il 73,2%. In questa fascia di età l’Italia è ultima per occupati nell’Ue con un dato peggiore anche della Grecia. Il dato risente del basso tasso di occupazione femminile con appena il 46% delle donne tra i 25 e i 29 anni che lavorava nel 2016 (in crescita sul 2015) a fronte della media Ue al 68%.

In Italia il titolo di studio non basta a innalzare significativamente la media di coloro che lavorano: nella fascia di età tra i 25 e i 29 anni in Italia lavora il 52,7% di coloro che ha la laurea a fronte dell’80,6% della media europea (88,1% nel Regno Unito) con un divario sull’Ue che sfiora i 28 punti. Il dato italiano è in crescita rispetto al 2015 e soprattutto al picco negativo del 2014 ma resta il peggiore in Ue, al di sotto anche della Grecia (60,3%).

Il ritardo rispetto all’Ue è molto inferiore se si guarda a coloro che hanno un titolo di studio più basso. Tra i 25 e i 29 anni lavora infatti il 48,3% dei giovani con un titolo fino alla terza media a fronte del 54% della media Ue con solo sei punti di distacco. Se si guarda alla fascia di età più giovane (tra i 15 e i 24 anni) la percentuale di coloro che lavorano in Italia è al 16,6%, in crescita sul 2015 (era al 15,6%), a fronte del 33,7% in Europa.

Nel complesso in Italia c’è stato un crollo dei giovani al lavoro con l’occupazione tra i 15 e i 29 anni passata dal 39,1% nel 2008 al 29,7% nel 2016 (il picco negativo nel 2014 con il 28,3%). Nello stesso lasso di tempo in Ue la percentuale degli occupati tra i giovani è passata dal 50,9% nel 2008 al 48,2% nel 2016.