Super-euro corre ai massimi dal 2015, le Borse frenano

'Super-euro' corre ai massimi dal 2015, Borse frenano
‘Super-euro’ corre ai massimi dal 2015, Borse frenano

MILANO. – La corsa dell’euro non si ferma e incide sulle Borse europee, che non riescono a ripartire. Fiacca ma in tenuta Milano, grazie soprattutto all’indice della fiducia di imprese e consumatori in aumento oltre le stime, ma le previsioni degli analisti sulla forza della moneta unica non cambiano e indicano che presto l’euro potrebbe toccare la quota psicologica di 1,2 sul dollaro. Resta ancora molto debole la sterlina mentre, in assenza di chiare indicazioni di politica monetaria da parte della Bce e della Fed, l’oro torna a quota 1.300 dollari l’oncia.

L’euro ha aperto la settimana raggiungendo una quotazione massima di giornata di 1,197 dollari, con un aumento dell’1,3% da venerdì. Un rialzo notevole per il mercato valutario, visto che da inizio anno la moneta europea è già salita su quella statunitense del 15%. Il tutto a discapito ovviamente delle esportazioni dei Paesi del Vecchio continente e anche delle sue Borse che hanno chiuso in calo di circa mezzo punto, mentre Piazza Affari ha registrato una limatura dello 0,09%.

L’indice Ftse Mib di Milano conserva così il suo aumento dai minimi recenti di fine novembre al 34%, ma il ‘supereuro’ presto potrebbe intaccare anche la corsa di Piazza Affari: per Swissquote la moneta unica può infatti rimanere “in rialzo fino alla prossima riunione della Bce”.

“Dopo aver messo a segno il più cospicuo aumento giornaliero degli ultimi due mesi nonché essere ritornato ai massimi degli ultimi due anni e mezzo a seguito dei commenti di Draghi a Jackson Hole – afferma l’analista Yann Quelenn – abbiamo fondate ragioni per ritenere che l’euro continuerà a segnare nuovi record di qui ai prossimi giorni, ovvero fino al 7 settembre, data nella quale si riunirà nuovamente la Banca centrale europea”.

Secondo Swissquote “con l’euro schizzato all’insù dopo che il presidente di Eurotower ha detto di essere fiducioso sulle possibilità di una ripresa economica globale, a niente sono valsi i tentativi di ridimensionare” gli effetti sull’euro. Inoltre “il target di inflazione della Bce è ben lontano dall’essere raggiunto e la scarsità dei bond eligibili per l’acquisto presenti sul mercato sta rendendo più difficile per Francoforte riuscire a mantenere la propria politica monetaria accomodante per lungo tempo”.

Gli analisti di Unicredit puntano l’attenzione anche sul mercato dei titoli di Stato: la frenata alla crescita della massa monetaria dell’Eurozona misurata dalla Bce deriverebbe dalla riduzione degli acquisti di bond da parte delle banche italiane, che già lo scorso mese avevano ‘tagliato’ gli ordini di circa 20 miliardi.

Quella che non si ferma è la discesa della sterlina: nella prima giornata della settimana la moneta della Gran Bretagna ha tenuto, ma sull’euro (che si trova a quota 0,926) si trova ai minimi da sei anni. Dal novembre 2015 il rialzo della divisa europea è stato del 32% ed è quindi non troppo lontano il massimo storico di 0,967 di fine 2008.

(di Alfonso Neri/ANSA)