Grattacapi per Draghi dal supereuro: sfonda 1,20 dollari

Grattacapi per Draghi dal supereuro

ROMA. – L’euro sale e per Mario Draghi sono nuovi grattacapi. La Banca Centrale Europea tornerà a riunirsi la settimana prossima dopo la pausa estiva e a sorpresa il presidente della Bce e gli altri governatori dovranno fare i conti con un supereuro che rischia di far deragliare la ripresa economica e frenare il rialzo dell’inflazione.

La moneta unica ha sfondato quota 1,20 dollari per la prima volta da gennaio 2015, rendendo l’export dell’Eurozona più oneroso e dunque rischia di danneggiare quei Paesi come l’Italia che maggiormente dipendono dalle esportazioni e che da poco si sono avviati sul sentiero della crescita.

Al tempo stesso un euro più forte rende le importazioni meno care: i prezzi dei beni energetici come il petrolio saranno più bassi e quindi il supereuro avrà un impatto sulla risalita dell’inflazione, ferma all’1,3% nell’Eurozona e ancora lontana dall’obiettivo della Bce di un tasso vicino ma sotto al 2%.

L’Eurotower nelle sue precedenti stime ha previsto un tasso di cambio medio euro-dollaro a 1,08 per quest’anno e 1,09 nel 2018. In questo nuovo scenario Draghi e il consiglio direttivo dovranno orientare la politica monetaria ultraespansiva della Bce.

Secondo molti osservatori il supereuro scoraggerà l’Istituto centrale dall’alzare i tassi di interesse nel futuro prossimo, al momento sono fermi a zero, e dall’avviare un ridimensionamento del Quantitative easing, ossia del piano di acquisto titoli, come da tempo chiedono a gran voce i falchi di Francoforte.

E’ programmato che il Qe debba procedere ad un ritmo di 60 miliardi di euro di acquisti al mese almeno fino a dicembre ma Draghi ha sempre ribadito che proseguirà fino a quando non ci sarà un deciso aumento dell’inflazione. Finora attraverso il Qe la Bce ha comprato oltre 2.000 miliardi di euro di titoli.

Sul supereuro si è espressa anche la cancelliera tedesca, Angela Merkel, dicendo che “certamente” avrà un impatto sulle esportazioni tedesche. Sempre Merkel in un’ottica di maggiore integrazione europea vede positivamente la creazione di un Fondo Monetario Europeo.

“Trovo molto buona l’idea di Wolfgang Schaeuble di fare in modo che l’Esm diventi un fondo monetario europeo” e “così dimostrare al mondo che abbiamo gli strumenti per reagire ai momenti di difficoltà”, ha affermato, sottolineando che serve anche una “maggiore coerenza” nelle politiche economiche dell’Eurozona.

“Potrei immaginare anche un ministro delle finanze e dell’economia”, ha aggiunto la cancelliera, ricordando di essersi spesa già da tempo per un budget dell’Eurozona e l’Esm “potrebbe avere questa impostazione”.

Secondo il ministro delle finanze Schaeuble, il Meccanismo di stabilità europea potrebbe essere usato dai Paesi dell’Eurozona anche in casi di difficoltà congiunturali o in presenza di calamità naturali. Ma in cambio l’Esm dovrebbe acquisire un peso nelle decisioni di bilancio degli Stati che fanno parte dell’euro.

(di Alfonso Abagnale/ANSA)