Presidente Maduro diserta la Conferenza dell’Onu a Ginevra

Pubblicato il 05 settembre 2017 da redazione

Il presidente della Repubblica, Nicolás Maduro, non si recherà a Ginevra

Il presidente della Repubblica, Nicolás Maduro, non si recherà a Ginevra

 

CARACAS – Marcia indietro. Il presidente della Repubblica, Nicolas Maduro, non si recherà a Ginevra. In effetti, ha annullato la sua partecipazione all’apertura della 36esima sessione del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite. L’intervento del presidente Maduro all’importante Summit, al quale parteciperanno personalità provenienti da ogni parte del mondo, era previsto per il lunedì 11 settembre.

“Il presidente Maduro – si legge in uno scarno comunicato ufficiale inviato ai media – non parlerà al Consiglio dei diritti umani”.

L’arrivo a Ginevra del presidente Maduro era previsto per lo stesso 11 settembre. Al posto del capo dello Stato, interverrà il ministro degli Esteri, Jorge Arreaza. Nessuna spiegazione è stata offerta circa la decisione del capo dello Stato di sospendere la sua partecipazione.

Esperti in materia, però, sostengono che nel Summit ci si preparava a denunciare la situazione del Paese. Ong e organismi indipendenti, d’altro canto, si stavano organizzando per denunciare la violazione sistematica dei Diritti Umani durante le manifestazioni di protesta organizzate dall’Opposizione.

Per tanti, questa era l’occasione per il presidente Maduro per spiegare, nell’importante assise internazionale, il progetto dell’Assemblea Nazionale Costituente. Ma non solo, era anche l’opportunità per replicare in maniera diretta a Zeid Raad Al Hussein, l’Alto Commissario Onu ai Diritti Umani. Questi, lo scorso 30 agosto aveva dichiarato che “la democrazia in Venezuela sopravvive appena, a patto che sia ancora viva”.

Il Governo Maduro e l’alto Commissariato per i Diritti Umani

L’alto Commissariato per i Diritti Umani dell’Onu, in un suo recente rapporto, rileva che in Venezuela sono state commesse gravi violazioni dei diritti umani. Queste sarebbero state compiute durante le manifestazioni anti-governative che per oltre quattro mesi hanno sconvolto il Paese.

Nel documento si denuncia “l’uso diffuso e sistematico di una forza eccessiva durante le manifestazioni e la detenzione arbitraria di manifestanti e presunti oppositori politici”. Quindi, per l’alto Commissariato per i Diritti Umani, “non si tratta solo di atti illegali e isolati di alcuni funzionari”. Il rapporto invita il Consiglio Onu dei diritti dell’uomo a valutare la convenienza di un intervento. Ovvero, di provvedimenti che permettano di prevenire un ulteriore deterioramento della situazione dei diritti umani nel Paese.

L’Alto Commissario Onu ai diritti umani, Zeid Ra’ad Al Hussein, aveva fatto già in ripetute occasioni riferimento alle crescenti tensioni politiche che vive il Venezuela.

La presentazione del Dossier aveva provocato l’immediata la reazione del governo del presidente Maduro. La risposta, a stretto giro di posta, arrivava dall’Ambasciatore del Venezuela all’Onu, Jorge Valero.

– E’ la patetica dimostrazione del tentativo di quell’Ufficio, e dell’Alto Commissario Zeid Ra’ad Al Hussein – affermava -, di denigrare la democrazia in Venezuela. Quello presentato è un Dossier infondato, elaborato senza che nessuno ne facesse richiesta.

 

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