Tribunal donde debía comparecer Lilian Tintori no prestó despacho

Pubblicato il 05 settembre 2017 da redazione

Tintori fue imputada por un tribunal por el "Caso de los 200 millones de bolívares"

Tintori fue imputada por un tribunal por el “Caso de los 200 millones de bolívares”

 

CARACAS – El Tribunal Metropolitano de Caracas, donde debía presentarse hoy Lilian Tintori, esposa del dirigente opositor Leopoldo López (VP), no prestó despacho. Así lo informó Juan Carlos Gutiérrez, representante de la activista de DDHH. El abogado aclaró que Tintori está en plena disposición de comparecer, pero encareció se precise cuáles son las evidencias y los presuntos delitos a imputar.

Gutiérrez garantizó que el Ministerio Público(MP) está obligado a informar, comunicar, transmitir los hechos y evidencias del presunto delito bajo investigación. Puntualizó que no por el hecho de que se le acuse de un delito u otro hay una sentencia condenatoria.

El pasado viernes 01 de septiembre, Tintori fue imputada por un tribunal dado que se le hallaron 200 millones de bolívares en billetes nuevos, recién empaquetados por la banca, en varias cajas, en un vehículo suyo. “El día de hoy en la mañana me presenté al Cicpc para declarar sobre los hechos de mí camioneta. Estando allí, frente a ese organismo, a punto  de empezar a declarar, llegó a mi casa esto (muestra un documento), me imputan en un tribunal. Están haciendo de un caso personal un escándalo donde no lo hay”, expresó en Twitter.

La gira por Europa

Hace un par de días, la conyugue de López -@liliantintori en Twitter, y quien espera un tercer hijo del líder opositor- partía a reunirse con los presidentes de España, Mariano Rajoy, Francia, Emmanuel Macron, y con Theresa May y Ángela Merkel. “Me acaban de prohibir de salida del país. La dictadura lo que quiere es impedir que hagamos una gira internacional muy importante”, lanzó desde Twitter.

Freddy Guevara, primer vicepresidente de la Asamblea Nacional (AN) ha asumido esta gira por Europa, en compañía del presidente de la AN, diputado Julio Borges, y ayer se reunieron con el presidente galo, Emmanuel Macron.

En días recientes, Macron emitió declaraciones a la prensa internacional en las cuales calificó al Gobierno de Nicolás Maduro como una “dictadura”. Sus palabras fueron pronunciadas durante su primer discurso sobre política exterior ante la comunidad diplomática en París. Han sido estimadas como un endurecimiento de su postura ante el Gobierno venezolano. La crisis política y económica venezolana es severa y en se había ofrecido a mediar.

El canciller venezolano, Jorge Arreaza arremetió a través de Twitter, en contra de Macron, y lo hizo de este tenor: las palabras de Macron –escribió- “constituyen un agravio al pueblo y al Gobierno democráticamente electo de Venezuela, así como a sus instituciones”.

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