Lavoro, la Cei al governo: “Troppe tasse, tagliare il cuneo”

monsignor Filippo Santoro, presidente della Commissione episcopale per i problemi del lavoro
Monsignor Filippo Santoro, presidente della Commissione episcopale per i problemi del lavoro

ROMA. – Favorire la creazione di lavoro. Ma non uno qualsiasi, un lavoro che rispetti la dignità delle persone. Guardare con attenzione alle criticità, dalla precarietà dei giovani all’occupazione mal pagata delle donne. E rimuovere subito gli ostacoli a chi vuole creare occasioni di lavoro, a partire dal livello di tassazione troppo alto. La Conferenza Episcopale Italiana ha messo a punto un lungo documento sul lavoro in vista della 48/a Settimana Sociale che si terrà a Cagliari dal 26 al 29 ottobre. Per i vescovi innanzitutto occorre che chi crea lavoro “sia aiutato e non soffocato”.

Nel documento firmato da monsignor Filippo Santoro, presidente della Commissione episcopale per i problemi del lavoro ma anche rappresentante del Comitato Scientifico delle Settimane Sociali, si evidenziano tra gli “ostacoli” il “carico fiscale e i tempi della giustizia civile”.

“Un paese che dà centralità al lavoro non può tassarlo nel modo in cui accade in Italia. La riduzione del cuneo fiscale” deve essere “al più presto realizzata con risorse che vanno prese da un serio impegno nella riduzione della spesa pubblica improduttiva e la lotta all’evasione”, è la decisa presa di posizione della Conferenza episcopale. E poi un monito: negare la possibilità di lavorare è un “atto di violenza”.

“Negare ad un giovane di partecipare a questo grande progetto comune o privare un adulto della possibilità di continuare a dare il proprio contributo; sfruttare il lavoro altrui o discriminare in base all’identità di genere o razziale sono atti di violenza che lacerano il tessuto umano e sociale”, si legge nel documento, che indica come anche per i migranti il lavoro sia “lo strumento più efficace per il successo del percorso di integrazione”.

Le Settimane Sociali dei Cattolici Italiani nacquero nel 1907 per iniziativa di Giuseppe Toniolo. La prima si tenne a Pistoia nel 1907. Si svolsero ogni anno fino alla Prima guerra mondiale. I temi affrontati sono sempre stati soprattutto il lavoro, la scuola, la condizione della donna, la famiglia. Poi nel 1935 arrivò la prima sospensione a causa degli attriti con il regime fascista. Ripresero dopo la fine della Seconda guerra mondiale, nel 1945, continuando fino al 1970; poi fu la volta di una seconda e lunga sospensione. Si riprese nel 1991.

L’ultima Settimana Sociale si è tenuta a Torino nel 2013 sul tema della famiglia; tra un mese la 48/a edizione dell’evento si svolgerà a Cagliari sul tema del lavoro, che deve essere, secondo la traccia del documento di discussione, “libero, creativo, partecipativo, solidale”.

Infine la Chiesa italiana chiede di pensare ad un lavoro che garantisca la dignità delle persone: “Non basta creare lavoro. Bisogna che tale lavoro sia degno, come realizzazione della persona, sostegno della famiglia e della vita della società. Così si salva la fatica, l’aridità, il sudore del lavoro concreto”.

(di Manuela Tulli/ANSA)