Vuelta: De Gendt re delle Asturie, Froome trionfo vicino

Thomas de Gendt trionfatore a Gijon. EPA/JAVIER LIZON
Thomas de Gendt trionfatore a Gijon. EPA/JAVIER LIZON

ROMA. – Nella doppia sfida che caratterizza queste ultime giornate di Vuelta è sempre Alberto Contador a dare spettacolo. Il castigliano oggi era alla terz’ultima recita di una carriera con più luci che ombre e, ancora una volta, ha dato battaglia, provando a staccare tutti i big. Oggi il ‘Pistolero’ non cercava la vittoria di tappa, ma di guadagnare secondi nella classifica generale (attualmente è 5/o, a 3’34”). E’ come se Contador volesse essere ricordato come un corridore battagliero e inquieto, fantasioso e in grado di accendere sempre la corsa. Resta un asso e di lui si sentirà la mancanza, dopo il ritiro post-Vuelta.

E’ stato questo il leit-motiv della 19/a e terz’ultima tappa della corsa spagnola, partita da Caso, Parque Natural de Redes, conclusa a Gijon, lunga 149,7 chilometri e vinta da Thomas De Gendt (Lotto Soudal), 3h35’46”. Il belga, al termine di uno sprint ristretto ai corridori in fuga, ha preceduto il colombiano Jarlinson Pantano e lo spagnolo Ivan Garcia Cortina. Quarto il portoghese Alberto Rui Costa, campione iridato su strada a Firenze nel 2013, nel Mondiale di Nibali.

Il primo degli italiani a giungere sul traguardo è stato Matteo Trentin, che è riuscito a piazzarsi al 14/o posto, ma a 2’40” dal vincitore. Vincenzo Nibali e il leader della corsa, Chris Froome, sono arrivati sul traguardo dopo 12’15”, rispettivamente al 29/o e al 30/o posto, alle loro spalle – con lo stesso tempo – Contador.

Nulla, dunque, è cambiato ai vertici della classifica generale, con l’inglese che ha 1’37” di vantaggio sul siciliano, mentre Fabio Aru, che oggi è arrivato assieme ai migliori, è sempre 8/o a 6’33”. Domani, penultima tappa, si ripartirà dalle Asturie, da Corvera de Asturias per arrivare sull’Alto de l’Angliru: ci saranno tre Gran premi della montagna e, sull’ultima salita, si arriverà a pedalare al 24 per cento. E’ una tappa da tutto o niente, da dentro o fuori, riservata a uomini veri. Chissà quanto agli ‘Squali’ che arrivano dalla Sicilia, come Nibali.

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