Pisapia chiude la porta al Pd, riparte il cantiere della sinistra

Giuliano Pisapia. ANSA/LUCA ZENNARO
Giuliano Pisapia in occasione dell’incontro organizzato a favore del candidato sindaco del centrosinistra Gianni Crivello, Genova, 7 giugno 2017. ANSA/LUCA ZENNARO

ROMA. – Con la scelta in Sicilia, nè il rettore Fabrizio Micari nè, al momento, Claudio Fava, Giuliano Pisapia manda un messaggio su come procederà anche a livello nazionale: mai con il Pd coalizzato con Angelino Alfano “perchè non è centrosinistra” ma anche no al ritorno della sinistra Arcobaleno che l’ex sindaco di Milano vede nell’aggregazione siciliana tra Mdp, SI e Prc.

Il leader di Campo Progressista fa tirare un sospiro di sollievo ai compagni di strada di Art.1 ma chiarisce che se continuerà “il fuoco amico” e il tatticismo lui si farà da parte e tornerà a fare l’avvocato. Dopo un tormentone durato metà estate, Pisapia deve rinunciare al suo tentativo di unire tutto il centrosinistra in un esperimento esportabile poi a livello nazionale.

Una presa d’atto che sembra propedeutica alla decisione di stringere sulla costruzione di un nuovo partito di centrosinistra alternativo al Pd. Martedì i vertici di Mdp, da Bersani a Speranza, e quelli di Campo progressista cercheranno di fare davvero un passo avanti e di far salpare la barca in vista dell’assemblea costituente di ottobre.

“Con Pisapia siamo d’accordo sulle cose concrete, non ci perderemo nella metafisica delle sfumature e nel politicismo”, promette Pier Luigi Bersani, il garante dell’ex sindaco dentro Mdp. L’obiettivo, spiega l’ex leader dem, è “mettere insieme un grande schieramento unitario con tutte le anime di sinistra di ispirazione ulivista in nome di una sinistra di governo”.

C’è anche un altro motivo per cui Pisapia ha deciso di trarre il dado sul progetto di un nuovo partito. Siccome, come lui stesso prevede, si andrà a votare con il proporzionale del Consultellum, che non prevede il premio alla coalizione, è inutile pensare di riunificare il centrosinistra, Pd incluso, prima delle elezioni. Nè, chiarisce, “Campo progressista può accogliere un’eventuale richiesta di avere ‘nelle liste Pd alcuni posti più o meno blindati'”.

Porte chiuse ad offerte più o meno esplicite dei dem per cercare di coinvolgere l’ex sindaco di Milano nel progetto del ‘Pd largo’ renziano. Ma tra i dem la speranza non viene meno anche nella consapevolezza dello stop and go tra Mdp e Cp.

“Credo che il centrosinistra non possa fare a meno del Pd, così come deve cercare a tutti i costi, e lo sta facendo, un dialogo aperto con Pisapia che è il vero collante”. In realtà chi si era definito la “colla” del centrosinistra è stato Romano Prodi, a suo volta sostenitore del tentativo di Pisapia. L’ex premier, silente durante l’estate, tornerà a farsi sentire domenica 17 quando parteciperà alla summer school di Enrico Letta.

(di Cristina Ferrulli/ANSA)

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