Gentiloni: “Serve fiducia. Ora priorità per lavoro e crescita”

Pubblicato il 09 settembre 2017 da redazione

Il presidente del Consiglio dei Ministri Paolo Gentiloni durante la visita alla Sitael, prima della inaugurazione della 81/a edizione della Fiera del levante, a Mola di Bari, 9 settembre 2017. ANSA/TIBERIO BARCHIELLI – PALAZZO CHIGI

BARI. – La crescita economica “è andata oltre tutte le previsioni fatte fino a un anno fa”, e “negli ultimi tre anni sono stati recuperati oltre 900mila posti di lavoro” su un milione e 90 mila persi tra il 2008 e il 2013, anche se “le difficoltà non sono certo alle nostre spalle”. Così lo slogan d’ora in poi è “lavoro, lavoro, lavoro come vera priorità”, insieme ad un messaggio per il Sud e la Puglia in particolare: “Non ci sono mai state condizioni più favorevoli per investire e la prossima legge di bilancio le incoraggerà ulteriormente”.

Dal palco della 81ma Fiera del Levante di Bari il premier Paolo Gentiloni ha rivendicato quelli che ritiene i successi del suo governo, cercando di infondere fiducia nel futuro. Il tutto condito da divergenze evidenti a distanza con il governatore pugliese, Michele Emiliano, su temi scottanti quali trivellazioni in mare (“non molleremo” ha detto esplicitamente il governatore), Ilva (“la stiamo rendendo compatibile con l’ambiente” ha sottolineato il premier), legge sulla partecipazione (Emiliano ha annunciato che la Regione Puglia darà battaglia dinanzi alla Consulta dopo l’impugnazione decisa dal governo), fondi per il Patto per la Puglia (“polemica stucchevole da parte di Emiliano” l’ha definita, parlando al termine dell’inaugurazione, il ministro Claudio De Vincenti).

Tutto questo anche se già prima di mettere piede in Fiera il premier, visitando a Mola di Bari un’azienda pugliese, leader nel settore dell’aeronautica – la Sitael -, aveva cercato di smussare qualsiasi tensione affermando categoricamente che “con la Regione Puglia c’è dialogo e collaborazione istituzionale”, aggiungendoci un “ci mancherebbe lo scontro”. Un’azienda, la Sitael, che, secondo Gentiloni “è un modello per quello che la Puglia può fare nel Mezzogiorno”.

Un Sud per il quale, secondo il presidente nazionale di Confindustria, Vincenzo Boccia, che accompagnava il presidente del Consiglio nella visita all’azienda pugliese, occorre “una dotazione infrastrutturale che sia all’altezza di un grande Paese come l’Italia”, un Mezzogiorno che “può giocare una grande partita” nell’affermazione della centralità geo-economica dell’Italia nel Mediterraneo.

Gentiloni in Fiera ha sottolineato che “è un momento cruciale per la nostra economia e per il percorso che il Paese sta affrontando”. Ecco perché l’insistenza sul tema del lavoro. “Se vogliamo trasformare – ha sostenuto – il ciclo positivo che finalmente investe anche l’economia italiana e i grandi numeri su crescita, export, manifattura, in qualcosa che ricuce il tessuto della nostra coesione sociale, soprattutto nel Mezzogiorno, dobbiamo investire nel lavoro”.

Poi la rivendicazione di alcune scelte del governo, come quella sulla obbligatorietà dei vaccini. “Non possiamo, in un Paese civile e moderno come l’Italia – ha spiegato – dare alcuno spazio a posizioni che negano, contraddicono o sminuiscono le conquiste della scienza o le condizioni della salute dei nostri bambini”. E ancora: “Noi investiamo sulla tutela dell’ambiente, sulla green economy, perché sappiamo che questa può essere una delle carte fondamentali per l’Italia in Europa e nel mondo”.

In dirittura d’arrivo Gentiloni ha voluto lanciare segnali importanti sul futuro economico del Paese. “Nella legge di bilancio – ha spiegato – lavoreremo nei confini consentiti dal fatto che stiamo proseguendo su una politica che mette in regola i conti pubblici, riduce il deficit e consolida il debito italiano, perché abbiamo bisogno di sicurezza per la nostra economia e la messa in sicurezza del sistema continua. E insieme abbiamo bisogno – e useremo tutti i margini possibili – di accompagnare la crescita”.

Due richieste a Gentiloni sono arrivate dal presidente Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro: Ricordando il terremoto del 21 agosto a Ischia, le vittime e le case crollate, Decaro ha chiesto di “bandire dal vocabolario la parola emergenza” e di aiutare i Comuni a sostituirla “con le parole prevenzione, regole, difesa del territorio, sicurezza legalità, ricostruzione e comunità”. Poi, riferendosi ai migranti, ha aggiunto: “Nella complicata gestione dei flussi noi sindaci dobbiamo essere operai della civiltà”.

(di Paolo Melchiorre/ANSA)

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