Empresas con sede en Venezuela habrían participado en legitimación de capitales en Brasil

Pubblicato il 11 settembre 2017 da redazione

La operación “Conexión Venezuela” busca atacar a empresas con sede en Venezuela, presuntamente implicadas en legitimación de capitales en Brasil.

La operación “Conexión Venezuela” busca atacar a empresas con sede en Venezuela, presuntamente implicadas en legitimación de capitales en Brasil.

 

CARACAS – Empresas radicadas en Venezuela (incluyendo una estatal) habrían participado, presuntamente, en una operación grande de legitimación de capitales en Brasil. La Policía Federal brasileña efectuó hoy una operación contra una organización responsable de esto, reportó EFE. La llamada operación “Conexión Venezuela”.

En dicha operación, las autoridades ejecutaron mandatos de prisión en varias ciudades de los Río Grande do Sul y Sao Paulo. Allí hay órdenes de conducción coercitiva contra seis personas. El ente recaudador de impuestos identificó transacciones “atípicas” que desencadenaron las pesquisas.

Estas empresas habrían enviado ingentes sumas a Brasil para la supuesta compra de máquinas y productos agrícolas. La denuncia consiste en que parte del montante nunca llegó a manos de los fabricantes y proveedores.

Legitimación de capitales: hay antecedentes

Brasil y Venezuela cerraron múltiples negocios durante las gestiones de Hugo Chávez y Lula Da Silva. Un sonado caso, ha sido el revelado por los PANAMA PAPERS, en torno a la empresa brasilera Odebretch.

Según las investigaciones esta empresa invirtió hasta 788 millones de dólares comprando conciencias. Los montos fueron abonados mediante una unidad secreta de negocios. La misma fue revelada por el Departamento de Justicia de Estados Unidos. Odebretch ha pasado de exitosa multinacional a emblema de la coima. “Es el caso más grande de sobornos transnacionales de la historia”, ha dicho Natalia Volosin, experta argentina en temas de corrupción.

Ahora, se conoce este caso en el cual serían empresas con sede en Venezuela quienes realizaron actos de corrupción en Brasil. El dinero referido circuló en diversas cuentas bancarias. Acabó por ser remitido al exterior, donde fue a manos de personas jurídicas con sede en paraísos fiscales.

Las autoridades sostienen la hipótesis de que el dinero proviene del crimen. Sólo entre 2010 y 2014 esta organización habría transado una suma superior a los 200 millones de reales. Esto equivale a 64,7 millones de dólares.

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